BOLZANO. Non è un giorno come gli altri al terzo piano del Padiglione W. Perché l'inaugurazione dell'hospice ristrutturato è un evento. La conclusione, positiva, di un anno di lavori costati un milione di euro. Un reparto che riapre rimesso a nuovo, finalmente accogliente. Un servizio, quello delle Cure palliative, nato quindici anni fa per dare dignità di cura riconosciuta, di "scienza" nel senso più umano del termine, alla battaglia senza fine per alleviare il dolore di chi non ha più speranza. É la creatura di Massimo Bernardo che rinasce dopo il trasloco in via Fago. Ma anche quella di centinaia di famiglie che hanno scorto nelle terapie di fine vita una strada per migliorare le vite dei loro cari e anche le vite di chi sta accanto ai pazienti. E che hanno combattuto con Bernardo, i suoi collaboratori ed i volontari del “Papavero” per emergere dal limbo del non detto e del non fatto, sfidando anche e soprattutto i pregiudizi. Un’inaugurazione che ha visto schierati i vertici della sanità. In primis l’assessore Martha Stocker «questo è un reparto speciale, che offre un servizio fondamentale alla popolazione. Muri e pavimenti sono cambiati, e vi assicuro che ce n’era bisogno - ma l’anima è la stessa. Adesso dobbiamo pensare alle palliative per i bambini ed a sviluppare le cure in tutti i Comprensori». Assente il direttore generale dell’Asl Thomas Schael, impegnato altrove. Al suo posto il direttore sanitario Oswald Mayr, il direttore amministrativo Marco Cappello e Luca Armanaschi. Così Bernardo: «Grazie alla Provincia che ha creduto nel compito delle palliative, all’Asl, al Comprensorio ed al direttore Umberto Tait e grazie al Papavero. L’hospice punta a diventare “ponte” tra ospedale e territorio, per seguire un sempre maggior numero di pazienti anche a casa». Quindi un riferimento ai 120 mila euro pagati dal Papavero perchè l'Asl - altrimenti - non avrebbe messo a disposizione il denaro per comperare gli arredi nuovi. «Si è fatta della polemica che non capisco perchè per me si tratta solo di un esempio di partnership pubblico-privato... ricordo poi che nello statuto dell’associazione è previsto un intervento di questo tipo». D’accordo con Bernardo anche Tait: «Non capisco la questione sollevata quando le sinergie portano al successo». La stessa presidente del Papavero - Mara Zussa - ha detto - tra le altre cose che «per l’associazione è stato importante contribuire finanziariamente. Per noi è stato motivo di grande soddisfazione. Grazie a tutti coloro che con le loro donazioni hanno reso possibile questo progetto». Ma ci sono anche note dolenti. Il consigliere comunale uscente Sandro Repetto del Pd ricorda che era maggio 2011 quando il Papavero consegnò nelle mani dell'allora assessore Theiner 24.707 firme raccolte in soli quattro mesi perché anche a Bolzano (così come prevede la legge nazionale) si procedesse alla realizzazione di un hospice. Ma l’hospice così come era stato auspicato non è stato realizzato. Per fortuna è stato almeno ristrutturato il vecchio reparto mentre la Provincia ha scelto di investire parecchio denaro sul Martinsbrunn di Merano. E so per certo che c’è anche chi avrebbe gradito che la ristrutturazione fosse occasione per concedere più spazio alle Palliative, magari spostando Dermatologia, ma vedo che nessuno all’inaugurazione di ieri ha avanzato richieste».
L’Hospice ristrutturato ritorna al San Maurizio
Taglio del nastro alle Cure palliative dopo un trasloco in via Fago durato un anno Bernardo: «Il Servizio è nato qui 15 anni fa, grazie a tutti». Speso 1 milione di euro
4 dicembre 2015 • 02:20

