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BOLZANO. Arriverà anche in Alto Adige l'ondata di serrate annunciate contro il pacchetto di liberalizzazioni del governo Monti (e del quale molti lamentano di non conoscere ancora i dettagli). Domani niente taxi, verso lo sciopero anche farmacie e benzinai. Luca Collareta, presidente provinciale di Federfarma, l'associazione dei titolari di farmacie, allarga le braccia: «In un Paese serio, quando si approva un decreto lo si rende subito pubblico: invece qui si conoscono solo indiscrezioni. Incredibile, ma è così».
Anche in Alto Adige monta la protesta di varie categorie contro le liberalizzazioni del governo Monti: per la prima volta anche la provincia di Bolzano sarà interessata dalle mobilitazioni. Tra questi appunto i farmacisti. Lo sciopero non è ancora ufficiale - si ipotizza il primo febbraio; domani si terrà una riunione della Federfarma provinciale -, confermato invece lo stato di agitazione: «Le bozze che abbiamo letto in queste settimane differivano anche in maniera sostanziale tra loro, ma erano tutte negative», dice Collareta.
In provincia ci sono 119 farmacie e 10 dispensari. Il timore dei farmacisti è che la liberalizzazione dei prezzi sui farmaci (se sarà contenuta nel decreto finale) favorirà le grandi strutture ai danni delle piccole, e che aumentando il numero di farmacie ci sarà una fuga da quelle dei paesi verso le città, situazione particolarmente grave in una terra in carenza cronica di farmacisti bilingui. Chi potrebbe scioperare già domani invece sono i tassisti.
Come in tutta Italia, la serrata a Bolzano (e forse a Merano) è confermata dalle 8 alle 22 e solo una sorpresa all'ultimo istante potrebbe spingere a revocarla. Dice Mauro Ortombina, responsabile provinciale di Uritaxi: «Noi ovviamente preferiremmo lavorare e non creare disservizi ai cittadini, ma un segnale a questo governo vogliamo darlo. Un esecutivo di professoroni che ci ha ricevuto all'ultimo giorno, non ci ha dato uno straccio di testo su cui discutere e ci sta portando solo danni. Per fortuna la gente inizia a capire che noi tassisti non siamo la lobby dei cattivi ma solo onesti lavoratori».
A Bolzano i tassisti sono 50, in tutto l'Alto Adige 93. Aumentare le licenze «significherebbe dimezzare il nostro lavoro. E dimezzare il valore delle licenze che già abbiamo. Le abbiamo pagate un sacco di soldi: chi ce le compra, e quale prezzo, se il loro numero raddoppia? È un patrimonio che buttiamo via».
Nei giorni scorsi l'assessore Widmann ha ipotizzato di allargare il consorzio a livello provinciale, creando anche un centro di prenotazione unico. Per restare nel mondo dei trasporti, serrata in vista anche per i benzinai. Non è ancora stata decisa la data ma le due organizzazioni principali - Faib e Figisc - pensano a un pacchetto dai 7 ai 10 giorni.
«Con questo decreto il governo ci manda a casa», sintetizza Wolfgang Angerer della Figisc. Il decreto prevede che un gestore possa vendere benzina di compagnie diverse: «Ma a quel punto - ragionano alla Figisc - la compagnia che possiede l'impianto non ce lo darà più gratis ma vorrà affittarcelo, e noi non staremo più nelle spese». Inoltre ci si lamenta del mancato intervento per diminuire le accise, causa del caro-benzina. «Faremo sciopero ma solo se troveremo un accordo con la Faib», conclude Angerer.
Anche in Alto Adige monta la protesta di varie categorie contro le liberalizzazioni del governo Monti: per la prima volta anche la provincia di Bolzano sarà interessata dalle mobilitazioni. Tra questi appunto i farmacisti. Lo sciopero non è ancora ufficiale - si ipotizza il primo febbraio; domani si terrà una riunione della Federfarma provinciale -, confermato invece lo stato di agitazione: «Le bozze che abbiamo letto in queste settimane differivano anche in maniera sostanziale tra loro, ma erano tutte negative», dice Collareta.
In provincia ci sono 119 farmacie e 10 dispensari. Il timore dei farmacisti è che la liberalizzazione dei prezzi sui farmaci (se sarà contenuta nel decreto finale) favorirà le grandi strutture ai danni delle piccole, e che aumentando il numero di farmacie ci sarà una fuga da quelle dei paesi verso le città, situazione particolarmente grave in una terra in carenza cronica di farmacisti bilingui. Chi potrebbe scioperare già domani invece sono i tassisti.
Come in tutta Italia, la serrata a Bolzano (e forse a Merano) è confermata dalle 8 alle 22 e solo una sorpresa all'ultimo istante potrebbe spingere a revocarla. Dice Mauro Ortombina, responsabile provinciale di Uritaxi: «Noi ovviamente preferiremmo lavorare e non creare disservizi ai cittadini, ma un segnale a questo governo vogliamo darlo. Un esecutivo di professoroni che ci ha ricevuto all'ultimo giorno, non ci ha dato uno straccio di testo su cui discutere e ci sta portando solo danni. Per fortuna la gente inizia a capire che noi tassisti non siamo la lobby dei cattivi ma solo onesti lavoratori».
A Bolzano i tassisti sono 50, in tutto l'Alto Adige 93. Aumentare le licenze «significherebbe dimezzare il nostro lavoro. E dimezzare il valore delle licenze che già abbiamo. Le abbiamo pagate un sacco di soldi: chi ce le compra, e quale prezzo, se il loro numero raddoppia? È un patrimonio che buttiamo via».
Nei giorni scorsi l'assessore Widmann ha ipotizzato di allargare il consorzio a livello provinciale, creando anche un centro di prenotazione unico. Per restare nel mondo dei trasporti, serrata in vista anche per i benzinai. Non è ancora stata decisa la data ma le due organizzazioni principali - Faib e Figisc - pensano a un pacchetto dai 7 ai 10 giorni.
«Con questo decreto il governo ci manda a casa», sintetizza Wolfgang Angerer della Figisc. Il decreto prevede che un gestore possa vendere benzina di compagnie diverse: «Ma a quel punto - ragionano alla Figisc - la compagnia che possiede l'impianto non ce lo darà più gratis ma vorrà affittarcelo, e noi non staremo più nelle spese». Inoltre ci si lamenta del mancato intervento per diminuire le accise, causa del caro-benzina. «Faremo sciopero ma solo se troveremo un accordo con la Faib», conclude Angerer.
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