BOLZANO. La Provincia ha approvato ieri la relazione inviata dall’Ati, a cui erano state imposte tre condizioni precise (l’implementazione del software con il tecnico della ditta Martin che ha fornito la griglia; un impianto in isola; la verifica del materiale conferito) per riaccendere l’inceneritore a Bolzano Sud dopo 10 giorni di stop. Salvo improbabili sorprese dell’ultima ora il termovalorizzatore tornerà dunque a bruciare rifiuti entro la giornata di oggi ed è stato scongiurato il rischio di dover riaprire in fretta e furia discariche chiuse da tempo.

L’associazione temporanea di imprese che gestisce l’impianto ha chiesto alla Provincia una proroga di due settimane per ottimizzare il sistema di controllo qualità e sembra ci siano tutti i presupposti per ottenere a breve il via libera dei tecnici. Va detto che il sistema di controllo era stato inserito nell’autorizzazione iniziale ma, a quanto pare, ci vorrà ancora un po’ di pazienza per farlo funzionare a pieno regime.

La Provincia ha escluso, invece, un’eventuale proroga della gestione all’Ati: il passaggio di consegne con l’Eco Center avverrà, come previsto, il prossimo 27 aprile. È chiaro che dopo i quattro guasti che si sono verificati negli ultimi mesi (compreso un tentativo di sabotaggio, per il quale non sarebbe ancora stato individuato il responsabile) ad essere ad alto rischio è anche l’immagine dell’impianto, presentato in estate come un gioiello della tecnologia, tra i più efficienti e moderni in circolazione a livello europeo. Come sottolinea il direttore provinciale dell’ufficio rifiuti Giulio Angelucci «non ci sono rischi di sorta per quanto attiene le emissioni». Gli abitanti possono, dunque, stare tranquilli. Se così non fosse i carabinieri del Noe, che stanno indagando a tutto campo su incarico della Procura, avrebbero già provveduto a far spegnere un impianto che – senza tenere conto delle spese per la bonifica dei terreni – è costato poco più di 100 milioni di euro.

Lo stop forzato di 10 giorni è probabilmente il più lungo da quando il nuovo impianto è stato messo in funzione, ma ora sembrano esserci davvero le condizioni per ripartire.

Ricordiamo che l’ultimo guasto era stato causato, almeno secondo l’Ati, dal conferimento di rifiuti bagnati, ma questa giustificazione in realtà ha convinto poco o nulla i vertici della Provincia. Tra le indiscrezioni – per ora non confermate – circolate all’indomani della chiusura c’è quella secondo la quale l’Ati avrebbe deciso di cambiare un algoritmo che regola il funzionamento della griglia dell’inceneritore senza avvertire preventivamente la ditta che l’ha fornita.

C’è chi ritiene, invece, che finora ci sia stata una gestione «non sempre ottimale» dell’impianto, il che spiegherebbe la serie di guasti ravvicinati verificatisi nell’ultimo periodo. La Provincia, però, ha sottolineato a chiare lettere che «questo tipo di inconvenienti non devono più accadere». Nella fase di collaudo qualche intoppo va messo in conto, ma non dovrebbe - questa è la tesi della Provincia - sommarsi a decisioni sbagliate o comunque non del tutto corrette. Il prossimo step, anche per cercare di ovviare a questi inconvenienti, è l’implementazione del sistema di controllo qualità, che dovrebbe essere ottimizzato in un lasso di tempo ragionevolmente breve.

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