BOLZANO. Nadia Mazzardis non è una che le manda a dire. È sempre stata schietta e diretta, poco importa se si parla di parità di genere, politica o di apprendimento precoce delle lingue. Ebbene, questo coraggio - unito ad una buona dose di spregiudicatezza - le ha consentito di inviare una mail al ministro all'Istruzione, raccontando il modello altoatesino dell'apprendimento precoce delle lingue. Il risultato, sorprendente e per certi versi inatteso, è che la Giannini l'ha invitata ieri in una classe a Trastevere dove ha tenuto una lezione ai bambini in inglese. È stata ricevuta dal Capo dipartimento Luciano Chiappetta, che ha auspicato reti di collaborazioni, e ha tenuto una lezione in aula con una quinta dell'Istituto Comprensivo Regina Margherita. «La sfida della scuola del futuro - sottolinea - sarà preparare linguisticamente gli insegnanti e poi formarli ad una didattica più orientata alla comunicazione orale. Spesso la grammatica finisce con l'essere un porto sicuro per i docenti, mentre il quadro Comune Europeo racconta molto bene quanto ai ragazzi si debbano offrire modelli di plurilinguismo e non di bilinguismo "perfetto"».

La Mazzardis - oltre a guidare la crociata delle donne per la conquista della parità di genere - è anche un'imprenditrice di successo del settore scuola a capo della società di formazione Progetto Lingue.

«Ho capito sul campo - spiega sicura - che una lingua si impara quando si usa, quando la sostanza di ciò che vogliamo dire, la relazione, l'emozione e il contenuto contano più della correttezza formale».

Ricorda l'esperienza con «Voluntariat Per Les Llengües», progetto di apprendimento linguistico per adulti che in Alto Adige è ormai una realtà consolidata grazie anche all'apporto della scuola italiana. A Roma la Mazzardis - che negli ultimi anni si è fatta apprezzare anche per la passione genuina per la politica - spiega di aver portato con sè molte esperienze. «Quelle di formazione a Udine e Trieste, quelle alla Scuola primaria, la stretta collaborazione con PippiCalzeLunghe ma anche quelle con i docenti che affiancavano i bambini migranti. Così come ho fatto cenno al lavoro con le prime classi ad alta densità migratoria a Padova. Per me è stata una lezione carica di significato, che viene da anni e anni di lavoro e studio sulle lingue e sulla comunicazione e dal confronto con tantissime persone». Entusiasti, ieri, anche i commenti in rete da parte di coloro che hanno a che fare con il mondo delle lingue e dell'apprendimento precoce. La scuola italiana in Alto Adige ha tutte le carte in regola per fare bene. Deve solo cercare di non sprecare il vantaggio acquisito e non farsi condizionare da chi...nelle lingue e nella contaminazione crede poco o per nulla. Brava Nadia Mazzardis, un esempio da imitare.

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