MERANO. L’ippodromo di Maia si risveglia dal lungo letargo invernale e sabato alza il sipario sulla stagione 2015, la terza a guida Merano Galoppo. Sarà una stagione diversa da tutte le altre, perché le prospettive di un’ assegnazione per 15 anni dell’impianto è vicinissima (il 3 giugno si decide tutto), il peso di Merano nel mondo ippico nazionale è aumentato e il coinvolgimento del territorio locale pure. La parentesi del lunedì di Pasquetta è stata una prima occasione per testare che tutto sia a posto.

A tenere le redini ben salde in pugno della Merano Galoppo resta Giovanni Martone. Ieri è rientrato da Roma dove ha partecipato a un incontro importante sul futuro dell’ippica nazionale. "E’ stato l’ennesimo incontro transitorio, ma ora più che mai – spiega Martone – è importante esserci".

Martone, cosa sta succedendo a Roma, quale è il futuro dell’ippica?

"Oggi bisogna lavorare su due binari, ministero dell’agricoltura e prospettive di privatizzazione del mondo ippico. La forbice tra scommesse in calo e finanziamenti agli ippodromi aumenta sempre di più e si arriverà a un punto nel quale il ministero dell’Economia dirà basta. A quel punto dovremo essere tra coloro che partecipano alla privatizzazione dell’ippica".

Merano conta poco?

"Siamo al top dell’ostacolismo, ma gli ippodromi che lo praticano sono 5. Nostro compito è continuare a tenere i riflettori accesi".

Se l’aspettava così gravoso il compito quando prese in carico la gestione di Maia?

"Pensavo fosse un impegno importante, forse però è stato sottovalutato visto quanto tempo mi richiede oggi".

La stagione 2013 si è chiusa quasi in pareggio, quella lasciata da poco alle spalle?

"Anche il bilancio 2014 si è chiuso con una perdita irrilevante. Abbiamo però sempre dovuto lavorare con una strategia del sacrificio. Cioè abbiamo dovuto organizzare eventi di richiamo o accompagnatori di impatto investendo però il minimo possibile".

Il 3 giugno scadono i termini per la presentazione di offerte alternative alla vostra per la gestione di Maia nei prossimi 15 anni.

"Noi siamo tranquilli, attendiamo l’esito della gara. Certo è che senza offerte concorrenti sarà più veloce l’aggiudicazione a nostro favore".

Cosa cambierà con l’affidamento dell’impianto?

"Potremo avere una prospettiva a lungo termine, pianificando investimenti, spese e ritorni".

A proposito di investimenti, quanti ne sono previsti?

"In tutto 2,1 milioni, il Comune metterà il 90%, noi il restante 10".

Cosa farete con quei soldi?

“Puntiamo a riutilizzare i 1.500 metri quadri di superficie che oggi sono abbandonati a se stessi al piano seminterrato delle tribune. Vogliamo portare lì attività attrattive aperte tutto l’anno. Poi serve l’illuminazione, non delle piste, ma delle tribune e dei viali interni e degli accessi".

Servirà abbattere il muro di cinta lungo via Palade?

"Non serve demolire il muro per intero, basta creare dei passaggi adeguati".

Quali attività pensate di ospitare?

"Un’ottima ristorazione e qualche negozio. Avremo una sala di scommesse sportive completa, che affideremo a un concessionario. Le slot, le faccio una premessa, hanno contribuito a distruggere il mondo delle scommesse ippiche. Però fino a quando lo Stato rilascia concessioni non possiamo dire no".

Quindi le slot ci saranno.

"Il settore delle scommesse è anche in forte crisi e non credo che a un concessionario che accetta di aprire una sala a Maia potremo dire questo sì, quello no. Ci sarà una parte minimale di slot".

L’altra sfida è aprire l’ippodromo alla città.

"Già da mesi i cancelli dell’ippodromo sono aperti tutti i pomeriggi, i turisti guardano l’ippodromo dalle tribune e i cittadini passeggiano o fanno jogging. Creeremo un percorso sicuro tra le siepi per accedere al pomeriggio a quell’area che il Comune dovrà allestire come parco o area di svago per i cittadini. Non è però pensabile rinunciare ad altri spazi funzionali all’ippica. L’ippodromo è già al minimo indispensabile se vogliamo puntare al rilancio".

Quali novità per il 2015?

"Cresce il dialogo con gli Haflinger, ci saranno sei tappe con nuove corse. Il lunedì di Pentecoste avremo ad esempio 5 corse degli Haflinger e 8 dei purosangue. Stiamo cercando di riportare a Maia il Carosello dei Carabinieri. Siamo presenti sempre nel circuito tv e sui quotidiani specializzati. E all'ippodromo si vedono facce nuove, famiglie locali, nuovi allevatori e proprietari”.

È riuscito a fare tutto Giovanni Martone da solo?

"Certo che no. Dobbiamo tutti ringraziare il consiglio d’amministrazione e le 70 persone che lavorano in una giornata tipo di corse”. (rog)