BOLZANO. Si presentano annunciando «siamo il nuovo centrodestra e siamo ambiziosi». Puntano a tre consiglieri provinciali. È stato ufficializzato ieri l’accordo tra Alessandro Urzì, Maurizio Vezzali e i rispettivi gruppi. Correranno insieme alle elezioni provinciali. Definitivo invece il «no» di Donato Seppi e Unitalia, che alle provinciali riproporrà il proprio simbolo. Sfumata anche l’alleanza con i meranesi usciti dal Pdl Ancilla Orio, Giovanni Narda, Enrico Lofoco ed Elisabetta Aloi, che si stanno fidanzando con Scelta civica. L’accordo di ieri è solo il primo passo, è il loro augurio: «Le nostre porte restano aperte per tanti altri». Tornano a riunirsi le strade dei due consiglieri provinciali, che avevano militato insieme nel Pdl. Urzì ne era uscito per primo, passando prima a Fli e poi fondando «Alto Adige nel cuore», mentre è delle ultime settimane lo strappo di Maurizio Vezzali e Mario Tagnin dal Pdl. Alle provinciali si presenteranno con il simbolo di «Alto Adige nel cuore». «Con il nostro gruppo avevamo ipotizzato di fondare una lista civica. Il simbolo era già pronto», rivela Vezzali, «la valutazione finale è stata che fosse più sensato utilizzare il simbolo di Alto Adige nel cuore, che si è ormai radicato. Confluiamo nel movimento di Alessandro, che inizia oggi una nuova pagina». Ambiziosi significa, spiegano, «proporsi come forza di governo. Il nostro modello è il contrario di quello applicato dal Pd di Bizzo e Tommasini». Escludono una versione altoatesina delle grandi intese, ovvero una loro eventuale presenza in giunta con il Pd: «Siamo alternativi. Se non sarà possibile una nostra assunzione di responsabilità nel governo provinciale, ci impegneremo in una opposizione vera, inflessibile».

Alcuni nomi della nuova formazione, molti dei quali entreranno in lista: Mario Tagnin, Filippo Forest, Antonio Bova (Bressanone), Monica Magi, Barbara Pegoraro, Davide Orfino (Vipiteno), Gabriele Giovannetti, Stefano Angeli, Pasquale Paolillo (Vadena). Strappo senza dolore da ogni partito nazionale. Vezzali e Urzì: «Gli elettori sono stati troppo delusi dai partiti nazionali. Sia da quelli di centrodestra che dal Pd. È tempo di una formazione territoriale». (fr.g.)

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