BRESSANONE. Per combattere il fenomeno dell'utilizzo illegale di locali non abitabili il Comune impone regole più ferree per le attività costruttive sotterranee ed in particolar modo per gli scantinati. Il fenomeno ultimamente aveva superato i livelli di guardia, favorito da alcune zone d’ombra del regolamento. Chi riusciva a svicolare, dunque, realizzava vani formalmente non abitabili (quindi con minori costi e meno tasse da pagare), tranne poi usarli regolarmente come stanze abitate. Tipico l’esempio di scantinati che non avrebbero le caratteristiche per una dignitosa abitabilità, ma che in tempi di crisi (e di speculazioni in una città dove il mercato dell’immobile è piuttosto salato) diventano - in silenzio e di nascosto - abitabili. Tranne poi, se proprio, passare attraverso una sanatoria e rimettere in ordine quello che in ordine non è.

Il consiglio comunale, martedì sera, ha infatti ha approvato una modifica al regolamento edilizio che riguarda le costruzioni sotterranee. Le superfici in questione dovranno rispettare uno specifico rapporto rispetto alle superfici nette abitabili. Così, ad esempio, per un'unità abitativa di 110 metri quadrati netti, i vani non abitabili non potranno superare il 30%; mentre per un'unità abitativa di 28 metri quadrati la soglia è fissata al 60%. Le nuove disposizioni si applicheranno solo in caso di edifici residenziali con 4 o più unità abitative ad eccezione delle case a schiera.

La modifica del regolamento edilizio è stato approvato con 21 voti e una astensione.

«Il provvedimento - spiega il vicesindaco Gianlorenzo Pedron - è stato caldeggiato dai tecnici, in quanto si stava verificando un’anomalia preoccupante. Insomma, pare non si tratti di casi sporadici e fortuiti, ma proprio di un “vizio” calcolato. Evidentemente c’era una lacuna nel regolamento che permetteva di aggirare in questo modo anche il buon senso. Dal mio punto di vista si tratta anche di una questione di dignità e vivibilità. C’è stata un’approfondita questione perchè qualche perplessità c’era, ma l’idea è stata quella di introdurre appunto dei limiti in percentuale sulle aree non abitabili in particolar modo dei condomini».

Il regolamento sarà retroattivo, cioè vi saranno delle verifiche a campione per controllare che vi sia una corretta proporzione tra aree non abitabili e quelle idonee. E soprattutto per controllare che le prime siano effettivamente non abitate.