BADIA. È il paese del santo ladino. La religiosità è diffusa fra gli abitanti sempre propensi ad accogliere i messaggi del vescovo diocesano. È anche per questo che a Badia fa rumore il nuovo no arrivato dal consiglio comunale al progetto Sprar per i richiedenti asilo: 10 i consiglieri contrari, 8 a favore.

È amareggiato il sindaco Frenademetz. Ha votato a favore dello Sprar, oltre allo stesso Ombolt, soltanto l’assessora al sociale Edith Dapoz. Fra i contrari anche la responsabile del volontariato in valle ed il delegato comunale nel decanato dei giovani.

E quest’ultimo, Elvis Burchia, sottolinea che il parere avverso “è quello che ho raccolto fra gli abitanti che sono molto divisi sull’accoglienza dei profughi. Ho ribadito il mio no, che è sempre stato tale”. Il sindaco di Badia, Giacomo Frenademetz, sottolinea che quella di Burchia è la linea del suo capogruppo in consiglio Albert Pizzinini, della lista Ladins Dolomites, che ha detto al nostro giornale come il parere contrario allo Sprar “è una decisione saggia che fa onore al nostro consiglio”.

Un altro voto contrario allo Sprar è venuto da Marina Crazzolara, figura di spicco nel mondo imprenditoriale, alberghiero e sociale del Comune, oltre che responsabile del volontariato. È stata la sola della sua lista Deburiada ad esprimersi contro il progetto Sprar: “Voglio che sia chiaro il concetto che non sono razzista. Fra i miei 25 dipendenti ci sono alcuni extracomunitari nei confronti dei quali ho grande ammirazione. Il mio no al progetto Sprar ha una serie di spiegazioni, la più importante delle quali è che si tratta di un progetto che nulla ha a che fare con l’integrazione. Le spiegazioni che sono state fornite dal funzionario della Comunità di Valle non hanno aggiunto alcunché a quello che già si sapeva. Per i richiedenti asilo si può fare molto di più”.

Tutto in alto mare, anche la seconda seduta del consiglio non è servita a modificare il parere. Un funzionario della Comunità della Pusteria intervenuto in aula consiliare ha spiegato il progetto Sprar. Spiegazioni e appelli non hanno convinto la maggioranza del consiglio.

Il no di Badia alla accoglienza dei richiedenti asilo, tramite il progetto Sprar, non tiene conto neppure del richiamo del presidente Kompatscher che aveva dichiarato che "la solidarietà fra i Comuni in tema di accoglienza deve essere incentivata". Incentivi che prevedono anche meccanismi legati a finanziamenti: "Chi si rifiuta di accogliere richiedenti asilo o ha un atteggiamento troppo passivo - aveva detto il presidente provinciale - danneggia i Comuni più collaborativi, che devono farsi carico di un maggior numero di persone. Questo atteggiamento non può essere sostenuto dalla Provincia”.

Ora tocca a Corvara esprimersi, a inizio luglio, sullo stesso progetto Sprar già respinto a larga maggioranza dal consiglio. Un altro no è da mettere in preventivo, un "segnale" verso i profughi appare sempre più distante, nonostante i ripetuti interventi dello stesso vescovo diocesano.