BOLZANO. «La Neuroriabilitazione milionaria di Vipiteno non ha senso, chiedo alla politica di fermarsi e di ripensarci». Il presidente dell'Ordine dei medici, Michele Comberlato, lancia un appello a Durnwalder e Theiner: «Ci ascoltino, le priorità sono ben altre». Dopo la bocciatura al progetto arrivata dalla commissione per il riordino clinico ed il salvagente gettato dal presidente Walter Pitscheider e dal direttore di Ripartizione Albert Tschager che con una seconda votazione hanno messo a verbale un sì condizionato a finanziamenti aggiuntivi (e quindi esterni al normale fondo sanitario), i medici tornano all'attacco.

«La commissione ha espresso un parere preciso al termine di una discussione durata due ore - spiega Comberlato - e vi assicuro che riunirsi sapendo che la giunta provinciale ha comunque deciso di andare avanti non ci piace affatto. Non voglio essere ingenuo e romantico ma chiedo alla politica di fermarsi e di ripensarci».
Dottor Comberlato, perché lo dovrebbe fare?
«Perché deve spiegare alla popolazione perché in un momento in cui in sanità non ci sono più soldi invece che badare alle priorità si rincorrono dei sogni che rischiano di naufragare». Quali sono le priorità? «Ditemi voi che senso ha trasformare un intero piano dell'ospedale di Vipiteno in un centro di Neuroriabilitazione quando in Alto Adige manca una rete capillare di cure palliative».
Ma magari serve un reparto di Neuroriabilitazione...
«No, non serve. Lo stesso direttore sanitario dell'Asl, Oswald Mayr, ci ha detto a chiare lettere che la rete neuroriabilitativa tuttora esistente in Alto Adige è più che buona».
Oltre alle palliative, quali sono le altre necessità?
«Per esempio il personale che scarseggia sempre e poi le liste d'attesa. Se la Provincia si decide ad investire più risorse forse è la volta buona che riusciamo ad abbatterle mettendo in piedi il famoso "territorio" per sgravare gli ospedali che costa un sacco di soldi».
C'è dell'altro?
«Certo, pensiamo alla rete informatica assolutamente insufficiente che non consente a tutt'oggi un collegamento tra medici di famiglia ed ospedale. E questi sono solo alcuni esempi ma, dico io, se non ci sono più soldi per niente, se l'assessore Theiner l'altrogiorno al Comitato di piano è venuto a spiegarci che gli euro sono finiti, com'è possibile che poi spuntino denari, e tanti, per un progetto che parte zoppo».
Perché zoppo?
«Perché è molto difficile, se non impossibile che il reparto riesca a trasformarsi in un Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico). Parte con 15 letti, 3 medici e 10 infermieri, poi passerà a 28 letti, 10 medici e 30 infermieri... non capisco come uno staff simile possa lavorare e produrre un corpo scientifico pesantissimo e quindi puntare ai finanziamenti ministeriali».
Insomma Comberlato teme che il centro finirà col battere cassa e succhiare soldi a tutta la sanità. Dell'altro? «Sì, noi medici non siamo contro un Irccs in generale che ci piacerebbe facendo però lavorare in rete i reparti che già ci sono nei vari ospedali dell'Alto Adige. Non capiamo che senso abbia creare ex novo un artifizio costosissimo».

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