Bolzano. Parafrasando Dante, si potrebbe dire che, più che il dolor poté la speranza. E così, Marialaura Lorenzini, la quale di solito quando si parla di Benko si gira dall'altra parte e non ha ancora elaborato il lutto doloroso del progetto Waltherpark, è andata a trovare Heinz Hager, il proconsole. «Mia figlia non voleva - rivela sorridendo l'assessora verde - Mi ha detto di stare attenta...». Ma ha bussato. La ragione? «Voglio provare a salvare i quattro platani del parco Stazione». Si aspettava fuoco e fiamme. O almeno un fermo diniego. Invece no. «Mi ha assicurato, e mi sembrava sincero, che con i tecnici e gli architetti esaminerà tutte le soluzioni possibili per, nel caso, evitare lo sradicamento». Tempi? «Non più di due, tre settimane». Qual è il problema dei platani? Le radici. Non essendo giovani, hanno lavorato molto in profondità nel terreno in questi anni e la loro estensione è tale da pregiudicare, almeno secondo quanto detto sinora, l'architettura degli interrati. I quali riguardano le fondamenta degli edifici progettati da Chipperfield ma pure i garage e i relativi posti macchina. Hager a sua volta conferma la disponibilità: «Avevo accanto a me anche un tecnico mentre dialogavamo con l'assessora. Posso solo dire che si esamineranno professionalmente tutte le soluzioni possibili con gli architetti. Ci metteremo tutta la più buona volontà...». Ma c'è dell'altro. Perché sulla spinta di quanto realizzato dagli imprenditori Hager e Frasnelli, l'assessora ha chiesto alla Signa una mano per le persone in difficoltà, migranti e no. «Sarebbe interessante se tra i vostri spazi si potesse ricavare un centro diurno per donne», ha buttato lì Marialaura Lorenzini. Che ha elaborato al volo la proposta dopo averla presentata anche ad un altro imprenditore, Pietro Tosolini. Lo ha fatto perché, e questo l'assessora l'ha riconosciuto, la stessa Signa era stata in grado di mettere a disposizione delle organizzazioni che sostengono gli stranieri in arrivo, l'Hotel Alpi prima della demolizione. «Lo abbiamo fatto allora a titolo gratuito - ha ricordato Hager riandando alla trattativa per i posti letto nell'albergo - e se riusciamo a trovare un luogo adatto possiamo farlo anche adesso». Certo non nell'area del Pru, perché i lavori avanzano e dopo l'abbattimento del vecchio hotel su via Alto Adige, tra qualche settimana il cantiere aggredirà il condominio Garibaldi 20, quello a più alta concentrazione di stranieri. Si proverà a trovare altre possibili soluzioni anche se in questa fase non pare semplice per via che i progetti benkiani oggi riguardano situazioni come il quartiere a Gries già in avanzata fase. Resta forse l'ex Upim, ancora in cerca di destinazione ma la situazione rimane complessa. Tornando ai platani, si tratta di piante che l'assessora considera importanti. «Basta guardare quello grande, che si staglia di fronte alla stazione per capire che anche gli altri possono contribuire anche alla bellezza del nuovo parco e, perché no, degli stessi nuovi edifici che sorgeranno lì...». Insomma, le sta provando tutte Marialaura. Il grande platano invece, passa giorni sereni perché la sua esistenza è stata messa sotto tutela paesaggistica in quanto "monumento verde" alla stregua di quelli di pietra. La sfortuna degli altri quattro è che sono più giovani. Ma la speranza, per l'assessora verde è l'ultima a morire.