BOLZANO. Armi più potenti nella lotta contro i tumori. L’Asl fa sapere che uno dei tre acceleratori lineari che si trovano nel Servizio di Radioterapia oncologica del Comprensorio di Bolzano - con sede presso la Bonvicini - è stato sostituito da un apparecchio di ultima generazione. Si tratta nel dettaglio del primo acceleratore di questo tipo in tutto il Triveneto e uno dei più sicuri a livello mondiale che verrà presentato lunedì 24 ottobre. Il Servizio oncologico potrà così disporre di un apparecchio per il trattamento radiante altamente mirato, utile a contrastare quasi tutte le patologie tumorali che consentirà anche di “risparmiare” i tessuti sani. «Grazie all’aumento di personale medico sarà ora possibile trattare a Bolzano tutti i pazienti oncologici ed inviando ad altri Centri di Radioterapia solamente i casi particolari». Il nuovo acceleratore lineare è dotato di un’apparecchiatura suppletiva per il controllo del respiro durante l’irradiazione, per cui, con l’ausilio di uno scanner di superficie, si rileva in tempo reale il respiro della paziente. Tale tecnica consente una protezione ancora maggiore del cuore nelle pazienti radiotrattate per carcinoma della mammella, particolarmente importante se in presenza di un trattamento chemio o immunoterapico concomitante. Il nuovo acceleratore dispone inoltre di una nuova tecnica che permette di ridurre il tempo totale dei trattamenti radiochirurgici. Per garantire la sicurezza di queste nuove tecniche dinamiche, il Servizio dispone inoltre di un sistema di controllo dosimetrico, che interrompe automaticamente l’irradiazione in presenza di difformità.
E stando sempre nel settore della lotta ai tumori - la Gect, braccio operativo dell’Euregio - fa sapere che è in fase di definizione una convenzione per estendere ai pazienti oncologici dell’Alto Adige e del Tirolo il servizio offerto dal Centro di Protonterapia di Trento.

