BOLZANO. Dopo sedici anni dalla sua istituzione, la Libera università di Bolzano muta il proprio statuto. Non si tratta certo di una mera questione formale, perché la spending review impone uno snellimento dei processi amministrativi - comunque già avviato dall’ateneo almeno tre anni fa - mentre l’economia chiede di materializzare il più rapidamente possibile i risultati della ricerca, fornendo concretamente al mercato ciò di cui abbisogna.

Come ha sintetizzato ieri il presidente della Lub Konrad Bergmeister, «abbiamo cercato di ottimizzare i processi per quanto riguarda la parte amministrativa. Abbiamo ridotto i membri nei singoli organi statutari e ridefinito gli stessi organi. Come secondo elemento abbiamo cercato di puntare maggiormente sull’altra colonna portante dell’ateneo, che è la ricerca, alla quale abbiamo assegnato per quanto riguarda le singole facoltà un vicepreside, mentre nell’ambito della governance dell’ateneo avremo un vicerettore riferito proprio alla ricerca, affiancato a una vicerettrice riferita alla didattica».

Questo porta al terzo elemento di novità: «Stiamo cercando di eliminare le decisioni monocratiche e di arrivare a un processo decisionale basato sempre e soltanto su un team di persone che prendono insieme le decisioni. Così facendo, cerchiamo di coinvolgere anche e soprattutto gli studenti».

Riguardo a quest’ultimo elemento: «Oltre alle varie commissioni già esistenti - didattica, della ricerca, oltre alla commissione etica e alla commissione disciplinare - ora abbiamo creato anche un parlamento degli studenti, dove i singoli rappresentanti degli studenti sono riuniti in un unico organo statutario che rappresenta la loro voce».

In questo contesto «cerchiamo adesso di andare avanti e di promuovere gli elementi che riguardano lo sviluppo strategico della Lub: trovare più comunicazione fra le singole facoltà, e soprattutto anche con il territorio».

La prima fase della riorganizzazione, che è ora terminata, ha implicato uno snellimento degli organi, come per esempio il consiglio dell’università, che passerà da nove a sette membri; ciò significa che in futuro la Provincia nominerà quattro membri invece di cinque e che il Ministero rinuncerà al suo rappresentante in consiglio.

Al fine di avere un costante monitoraggio della qualità è stato istituito un presidio ad hoc che si occuperà in particolare della qualità della ricerca e della didattica. In futuro sarà inoltre possibile fondare centri interfacoltà per la didattica, ovvero le cosiddette Schools.

Il nuovo statuto rende infine più semplice la mobilità di professori, ricercatori e studenti nell’ambito della “Università dell’Euregio Bolzano-Trento-Innsbruck”, nonché la collaborazione tra le unità di ricerca e di didattica dei tre atenei.

Il nuovo statuto entrerà in vigore il prossimo 14 gennaio.

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