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BOLZANO. «Io sono il braccio, lei la mente e il cuore». È così che Luca Randi riassume il suo ruolo all'interno dell'associazione «LuceMia - il sorriso di Laura Randi», aperta nove anni fa. «Era il sogno di mia sorella Laura, che purtroppo non c'è più a causa della leucemia - racconta -. Mi ha lasciato in eredità la volontà di aprire l'associazione e la stiamo portando avanti». Usa il plurale, perché non è da solo a portare avanti il progetto: «All'inizio sono stato quello che ha sollecitato i miei genitori. Per noi era tutto nuovo e grazie ad un'amica di famiglia abbiamo avviato una raccolta fondi. Ci siamo buttati in questa esperienza io, mamma, papà e qualche amico, e man mano il progetto ha preso strada. Oggi stiamo andando avanti molto forte e il prossimo anno sarà il decimo anniversario».L'obiettivo dell'associazione è aiutare e regalare sorrisi ai bambini con patologie oncologiche, rendendo più leggera la permanenza in ospedale. Questo lavoro lo svolgono principalmente in regione. «Operiamo tra Bolzano e Trento. Abbiamo fatto anche qualcosa fuori.
A livello di doni e regali siamo arrivati in Sardegna, a Pescara, a Padova. Adesso ci piacerebbe andare anche più lontano», spiega. Sogno che si è esaudito, quello di varcare i confini italiani, lo scorso anno. «A Beirut, in Libano, grazie ai Carabinieri, soprattutto al colonnello Stefano Esposito Vangone. Siamo stati in due ospedali e nella base della missione MIBIL, la Missione bilaterale italiana in Libano - racconta -. Abbiamo portato materiale richiesto da un ospedale oncologico pediatrico, tra giochi e altre cose, e siamo andati insieme ad altri volontari a consegnarlo vestendoci da supereroi e principesse». Delle sensazioni travolgenti per Luca e il suo team: «È stato molto emozionante. Abbiamo fatto del bene, ma allo stesso tempo rappresentando l'Italia all'interno di una missione che, anche per la sua storia e per il motivo per cui è nata, ha per me un significato molto importante».
La collaborazione con i Carabinieri, infatti, nasce dalla curiosità di Luca. «Due anni fa abbiamo partecipato ad una festa delle associazioni ed era presente lo stand dei Carabinieri, così ho illustrato al colonnello Vangone cosa facessimo - spiega -. Successivamente lui è andato in missione in Libano. Noi avevamo preso i contatti per fare qualcosa insieme e un giorno ha scritto a mio papà dicendo: "Voi sareste disponibili a uscire dall'Italia?". Senza esitare, ho accettato subito, non avrei mai pensato di poter fare una cosa del genere».L'esperienza in Libano è arrivata a coronamento di un lavoro quasi decennale, e adesso guardare indietro a ciò che si è costruito «fa un certo effetto, ma ci rende molto orgogliosi».
Un'esperienza così longeva è stata possibile grazie all'ottima risposta delle persone volontarie, e alle donazioni raccolte. «Ognuno è libero di scegliere se donare, non è obbligatorio - afferma -. Per assurdo, sono contentissimo quando vedo un bonifico da cinque euro. Ciò che importa è il pensiero che c'è dietro, e questo è anche il nostro punto di forza, perché le persone vedono quanto cuore mettiamo nelle nostre attività. Per questo portiamo una foto di Laura sulle nostre felpe e nel nostro logo. Lei era ciò che amavo e amo più di tutto al mondo, era il mio cento per cento. Quindi dobbiamo essere perfetti, perché chi ci mette la faccia porta con sé il suo ricordo e il suo sogno».
Uno dei temi più cari a Luca Randi è, anche, quello dei costumi e delle maschere con cui si veste per incontrare i bambini. «È una delle cose che mi piace di più. Quando un bimbo incontra Batman o una principessa, vedi gli occhi che si illuminano. È la soddisfazione più grande di quello che faccio, inconsapevolmente gli diamo tantissimo», racconta commosso.L'impegno con l'associazione «LuceMia - il sorriso di Laura Randi» è valso a Luca Randi la segnalazione al «Premio Cittadino della Gentilezza», per il quale c'è tempo fino al 30 settembre per inviare le candidature all'indirizzo mail bolzano@altoadige.it. «Il premio fa sicuramente molto piacere, e può anche essere un messaggio da dare a tante persone: "Tratta bene sempre il prossimo, perché non sai mai quali guerre sta combattendo". Tante volte con un sorriso puoi veramente fare la differenza. La gentilezza è un po' uno specchio: se tu sei gentile, facilmente le persone lo saranno a loro volta», conclude.


