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MERANO. Viene inaugurata oggi, alle 20 alla 00A Gallery di via Ortenstein nel cuore della città vecchia, la mostra fotografica "Montagne di luce" di Andrea Salvà. Dopo la vernice, l'allestimento potrà essere visitato domani e da venerdì 28 a domenica 30 ottobre, sempre dalle 14 alle 21. Sabato 29 ottobre, alle 16.30, si terrà una visita guidata in compagnia dell'artista.
Il progetto propone una serie di lavori fotografici legati all'esperienza dell'alta montagna. La ricerca di Salvà mira a cogliere la realtà cangiante e materica delle vette e a osservare la mutevolezza delle forme in relazione ai cambiamenti di luce e atmosfera. Le sue fotografie nascono a un'altezza superiore ai 2.000 metri e sono realizzate con il banco ottico, un apparecchio analogico ben diverso dalle piccole fotocamere digitali usate solitamente oggi dagli escursionisti. L'impiego di questo dispositivo consente di realizzare foto di grande formato impiegando un sistema ottico complesso.
Realizzare immagini fra le cime con questo tipo di attrezzatura comporta il fatto di doverla trasportare con sé per poi installarla nella posizione e nelle condizioni atmosferiche più favorevoli. La realizzazione dell'opera si lega pertanto a un'azione fisica e a un'esperienza solitaria. "Montagne di luce" è una serie di fotografie alla quale l'artista lavora da più di quattro anni, ricercando le prospettive e le condizioni più idonee per fotografare la grana materica delle montagne a seconda dell'incidenza della luce.
"Il motivo dell'uomo che guarda uno scenario naturale - scrive in merito Camilla Martinelli - è uno dei topos della cultura occidentale. Il potere evocativo del paesaggio montano alimenta da sempre l'immaginario degli artisti altoatesini e continua ancora oggi, con nuove accezioni e particolarità, a muovere una certa esperienza della natura legata all'ambito dell'alpinismo e dell'escursionismo. La ricerca di spazi sconfinati e del contatto con la natura selvaggia non ancora addomesticata dall'uomo diventa un antidoto per riuscire ad azzerare la moltitudine di stimoli artificiali ai quali siamo sottoposti ogni giorno, per immergersi in spazi che non appartengono a nessuno, se non allo sguardo che riesce a carpirli. La ricerca di un mondo puro, non ancora corrotto, ma allo stesso prossimo alla civilizzazione urbana, collide con il fatto che dall'alta quota provengono in effetti molte delle materie prime dalle quali dipende la nostra stessa civiltà. Questi sono alcuni degli argomenti sui quali riflette la ricerca artistica del fotografo meranese Andrea Salvà». (sim)


