BOLZANO. Una normale mattina in via Alto Adige: passanti confusi tra il labirinto dei ponteggi, ruspe che scavano a pieno regime, turisti persi con le mappe che cercano piazza Walther e commercianti esauriti dal trambusto. Però c'è una notizia che gira di bar in bar: ad aprile la via, dopo sei anni ininterrotti di lavori, sarà finalmente sgomberata. Non è la sola novità: nel cuore dell'enorme cantiere, nel lato che affaccia su via Garibaldi, sono stati rimossi i primi ponteggi. Il Waltherpark sta diventando realtà.

Fra poco ci sarà un complesso con centro commerciale, attici, un hotel di lusso, nel pieno cuore della città. E tra le vie del centro, ogni bolzanino ha la sua opinione a riguardo. «Finalmente un po' di ordine e lusso - spiega Gertraud Reinstaller - Era ora che Bolzano si aprisse un po' di più al mondo. E questa zona aveva bisogno di cambiare volto».

Guido Sartori, a passeggio tra i ponteggi, è fiducioso: «Per la città è sicuramente una cosa enorme. Probabilmente farà bene all'economia, ci saranno nuovi posti di lavoro, la zona cambierà radicalmente. Certo, è presto ancora per dirlo, però credo che sarà un bel cambiamento». C'è anche chi è scettico: «Serviva un centro commerciale nella parte storica della città? Aprendo nuovi negozi di lusso mentre tante attività qui intorno stanno chiudendo? - si chiede la signora Elga - Il cantiere è un grande disagio per i bolzanini, e non so quanti siano contenti del Waltherpark. A me sembra che non sia fatto per noi cittadini. Forse per qualcuno che verrà da fuori». Molti la chiamano la "city life" di Bolzano. «Serviranno le guardie e i cancelli, altroché», sbuffa un passante al volo. «La maggior parte della gente spera che il Waltherpark porti più ordine e sicurezza in centro, ormai ostaggio dello spaccio di droga, furti continui e micro criminalità - così un residente che preferisce rimanere anonimo - La verità è che non possiamo saperlo. Vedremo come cambierà la città non appena i lavori finiranno e il Waltherpark sarà inaugurato».

I commercianti

L'arrivo del Waltherpark porterà anche degli addii, il più doloroso per i pendolari: gli storici chioschi della stazione che saranno spostati altrove. «Riaprirò in via Roma - spiega Fabio Bazzana dal suo locale che affaccia su via Perathoner - Non mi preoccupa, si lavorerà bene anche lì». Si sposterà anche il chiosco di Drini Qordja: un'istituzione per la zona. «Non so ancora dove, sto contrattando - dice accennando un sorriso - Vorrei rimanere in fascia alta, ma non ci sono tante alternative. Vedremo. Qui c'è tanto lavoro con i turisti - alcuni, non tutti - e in fin dei conti ci passa tutta la città, politici compresi. Sono qui da dieci anni. Andarsene è un peccato».

Via Alto Adige

Il progetto del Waltherpark prevede in via Alto Adige, che diventerà pedonale, spazi verdi e una piazzetta. Per i bar che rimarranno nella zona questo potrebbe rappresentare un grande riscatto dopo anni di sacrificio. «Il progetto finale dovrebbe valorizzarci - dicono al bar Mozart, che da poco ha festeggiato i suoi 30 anni di attività - Se abbiamo sofferto i lavori? Noi non più di tanto perché abbiamo un gran giro di operai. Altri commercianti però molto di più». Basta fare pochi metri e andare dall'altro lato dei ponteggi per sentire un parere molto diverso. «A causa dei lavori ho avuto vetrine rotte, l'elettricità che saltava, danni idrici - spiega Roberta Bonato del bar "El cafetero" - Abbiamo dovuto chiudere diverse volte il locale e il guadagno si è dimezzato. Ho aperto il bar 57 anni fa, abbiamo tenuto duro in questi anni per non andarcene». In aprile la via dovrebbe tornare libera. «Vedremo - sospira - speriamo che in futuro il sacrificio sarà ripagato». Nell'enoteca 1000 e un vino il clima è ancora più scettico. «Noi non ci crediamo più ormai - protesta Sladjana Jovic - Abbiamo aspettato, resistito, ma i tempi si sono allungati sempre di più. Hanno chiuso tanti negozi, attività che erano qui da trent'anni. Noi rimaniamo, stringiamo i denti, ma non ci fidiamo più».