BOLZANO. «Adesso siamo impegnati a mandare vestiario, ma anche generi alimentari e medicinali in Ucraina. Uno sforzo in più che facciamo, perché con la pandemia sono aumentate le richieste di aiuto che arrivano da famiglie bolzanine». È l’ultima mission di Tina Testa, 79 anni, che assieme al marito Riccardo Perotti, 87 anni, e ad un nutrito gruppo di volontarie gestisce l’ “emporio” della solidarietà, nato 23 anni fa nel garage della parrocchia Tre Santi. La coppia, nel pieno della pandemia quando le mascherine erano introvabili, ne avevano donate 2500 a Villa Europa; un anno fa hanno regalato una macchina elettrica al reparto di cure palliative e quest’anno 5 mila euro all’Associazione chirurgia pediatrica solidale.

Tina e Riccardo fanno parte del gruppo missionario della parrocchia Tre Santi guidato da 50 anni da Aldo Giacon che di anni ne ha 96 e tutte le mattine passa a dare un saluto.

L’emporio della solidarietà

Si scende la rampa del garage, messo a disposizione da don Jimmi, parroco di Tre Santi, e si apre un mondo fatto di scaffali pieni di scatoloni che partono dal pavimento e arrivano al soffitto. Non c’è un centimetro che non sia sfruttato per metterci quello che non si usa più. Arriva di tutto: dall’abbigliamento alle scarpe, dalle stoviglie ai libri, ai lampadari. All’usato, che altrimenti finirebbe nelle immondizie, il lavoro certosino delle volontarie dà una nuova vita. Ognuna ha un suo settore. Pierina Fait è addetta al reparto uomo: si trova dalle camice ai pantaloni, ai giacconi invernali e poi maglioni di tutte le taglie e colori. «Dedico alcune ore al giorno - racconta - al volontariato: è una cosa che fa bene innanzitutto a me». Laura Tako, albanese d’origine e bolzanina d’adozione, è al reparto bambino: «Con quello che ci portano possiamo vestire dai neonati in su. C’è tanta richiesta, ma anche tanta generosità».