VANDOIES. Una commossa, ma silenziosa e compatta, comunità di famigliari, amici e semplici conoscenti ha voluto salutare ieri per l'ultima volta Marlene Weissteiner, la giovane 16enne di Fundres (frazione di Vandoies) scomparsa tragicamente dopo un incidente in montagna avvenuto lo scorso 3 agosto sulle pendici di Cima Grava. Ieri la cerimonia funebre è partita dall'abitazione della famiglia Weissteiner, a monte del piccolo paese della Pusteria e per quasi tre chilometri si è snodata per le tortuose strade del paese, fino ad arrivare alla chiesa. Tutti rigorosamente a piedi, mano a mano che il piccolo feretro bianco si avvicinava alla struttura sacra, decine e decine di persone si univano al colonna, fino a formare un lunghissimo serpentone che ci ha messo quasi un’ora ad arrivare fino alla piccola chiesa del paese, attraversando le vie del centro. Ad accompagnare la bara in prima fila i genitori Richard e Helga, il fratello Hannes ed i nonni Thomas e Heidi.

Tante, tantissime le persone presenti, troppe per essere contenute nella piccola parrocchiale di Fundres, solitamente abituata a contenere poche decine di fedeli e che ha lasciato fuori centinaia di persone in preghiera.

Il caldo torrido della giornata di ieri poi, non ha certo facilitato la cerimonia. Non sono mancati nemmeno piccoli malori, che hanno costretto i vigili del fuoco del paese a correre al riparo distribuendo diverse dozzine di bottiglie d'acqua ai fedeli che sostavano fuori dalla piccola chiesa di Fundres. Prima di entrare nella chiesa, il parroco ha voluto venire incontro alla famiglia di Marlene nel centro del paese per pregare tutti assieme e solo dopo fare l'ingresso nella parrocchiale.

Il feretro bianco è stato accompagnato per tutto il tempo dai familiari più stretti e dai parenti, mentre davanti alla bara bianca, la migliore amica di Marlene teneva stretta una sua foto. Durante la Santa Messa è stata fatta suonare anche la sua canzone preferita, mentre gli amici l'hanno voluta ricordare con piccoli aneddoti della sua breve ma intensa esistenza.

La sedicenne di Fundres era rimasta vittima di un drammatico incidente in montagna scivolando dalle pendici di Cima Grava. Il suo corpo fu ritrovato solo dopo due giorni di intense ricerche in un canalone a quota 2.500 metri. Dallo scorso fine settimana poi, la salma di Marlene è stata custodita dall'amore dei suoi cari e dei parenti più stretti nella sua abitazione di Fundres. Dopo il nulla osta dell'autorità giudiziaria, che ha comunque rinunciato all'autopsia sulla giovane, la famiglia ha così potuto anche fissare la data delle esequie che si sono svolte in un clima di grande commozione e partecipazione. Troppo presto - il pensiero di tutti rivolto a Marlene - per andarsene da questa terra. (fdv)

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