Bolzano. I trattori marceranno domani su Bolzano per chiedere una terra «wolfsfrei». Dalla Vives a piazza Magnago alle ore 10, come recita l’organizzazione del Bauernbund. Ne sono annunciati 50. La manifestazione non vuole essere una protesta contro la Provincia, secondo gli organizzatori, ma un sostegno a Palazzo Widmann nel braccio di ferro con il governo per avere mano libera sulla gestione dei grandi predatori. «Ma tutto questo non ha più senso e non ne ha da molti anni. Una provincia “libera dai lupi” è una illusione, servita solo a rinviare i provvedimenti necessari per garantire la convivenza con lupi e orsi», così i Verdi prendono posizione dopo il vertice della scorsa settimana al commissariato del governo, con addetti ai lavori tra cui il dirigente dell’Ispra. I consiglieri provinciali Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa e Hanspeter Staffler, affiancati dal veterinario venostano Peter Gasser, hanno presentato ieri la mozione che verrà discussa nella sessione del consiglio provinciale che si aprirà oggi. «Grandi predatori: piano di gestione per la tutela dell’attività umana e delle altre specie animali», è il titolo. La mozione impegna la giunta «a elaborare entro sei mesi dall'approvazione della presente mozione e presentare in consiglio provinciale un piano di gestione per i grandi predatori, elaborato in collaborazione con le amministrazioni dei parchi naturali altoatesini, del Parco dello Stelvio e di analoghi interlocutori delle altre regioni alpine, acquisendo anche i pareri delle associazioni ambientaliste della Provincia di Bolzano e di almeno un esperto in campo scientifico». Il tema sono, tra l’altro, le misure per la gestione. «È necessario sostenere la protezione delle greggi, stanziare indennizzi per coloro che subiscono danni, avviare formazioni specifiche per agricoltori. Per animali particolarmente problematici, l’eliminazione mirata, così come prevista dalla legge, non è un tabù», così i Verdi. E ancora: «Vogliamo tutelare gli agricoltori di montagna, senza sterminare il lupo una seconda volta. Sulle malghe svizzere si fa da oltre 10 anni attività di protezione delle greggi. Pastori, cani e steccati proteggono le pecore dall’attacco dei lupi. Queste pratiche positive si possono attuare anche in Alto Adige e i costi devono essere coperti dalla mano pubblica». Qualche frattura nel mondo contadino: Hanno Mayr, viticoltore bio, vicino ai Verdi, contesta la marcia dei trattori.