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BOLZANO. Il mercato rionale a due passi, la biblioteca Europa, il parco delle Rose e le associazioni che animano il quartiere. Per «Lupo Alberto» la nuova sede significa soprattutto questo: vivere Don Bosco dall'interno. Il centro diurno socio-pedagogico dell'Azienda servizi sociali di Bolzano ha inaugurato i nuovi spazi di piazza Don Bosco 2a e della vicina via Bari 22a, lasciando la storica sede della Residenza Don Bosco e portando le proprie attività in ambienti rinnovati, più luminosi e più ampi. L'inaugurazione è arrivata mercoledì 30 settembre con il fatidico taglio del nastro eseguito da Maria Luisa, una delle protagoniste del centro e del ricevimento.La differenza, rispetto alla vecchia sede, non risiede soltanto nei metri quadrati. Sta nella possibilità di vivere il quartiere molto più da vicino. «Siamo in mezzo a Don Bosco, nel cuore», ha detto la vicedirettrice dell'Azienda servizi sociali Manuela Gotto.
E quel "cuore" non è soltanto una posizione sulla mappa: intorno al centro ci sono luoghi e realtà con cui gli utenti possono entrare in contatto nella vita di tutti i giorni.«I ragazzi e le ragazze che vengono qui amano relazionarsi tra di loro e anche con il territorio», racconta l'educatrice Renata Stefani. Ed è proprio ciò che sta fuori dal centro ad essere uno degli aspetti che caratterizzano il nuovo spazio. «Lupo Alberto» non è pensato come una realtà separata, ma come una realtà inserita nella quotidianità di Don Bosco. Una vicinanza che può trasformarsi in occasioni di incontro, attività e partecipazione, dando alle 11 persone con disabilità, che animano il luogo, la possibilità di frequentare gli stessi luoghi che fanno parte della vita degli altri abitanti.La scelta di portare «Lupo Alberto» nel cuore di Don Bosco va quindi nella direzione di una maggiore integrazione con il territorio.
«Il lavoro che hanno svolto tutti i collaboratori è uno spettacolo - afferma Franco Finato, direttore dell'Azienda servizi sociali di Bolzano -. Luoghi come questo aprono il cuore e fanno bene anche al quartiere. Ma soprattutto, regalano a questa comunità momenti di condivisione, relegati il meno possibile in posti lontani».E intanto, entrando nel centro, a raccontare cosa succede ogni giorno sono anche gli stessi ragazzi. Gli spazi sono stati preparati con cura nelle settimane precedenti all'inaugurazione. Sui tavoli sono stati sistemati dei volantini che raccontano gli obiettivi e le attività del centro, tutti personalizzati e decorati dalla fantasia dei partecipanti. C'è poi la macchina da cucire, utilizzata per realizzare alcune federe di cuscino, una delle quali, Maria Luisa ha tenuto a regalare all'assessore alle politiche sociali, sanità e sport, Patrizia Brillo.
«Complimenti, perché è stato fatto un grande lavoro - commenta -. Il posto è molto più vivibile, più luminoso e più grande, così che più utenti possano partecipare, e realizzare lavori meravigliosi come questi».La nuova sede nasce, infatti, con l'obiettivo di rendere gli ambienti più adatti alle esigenze di chi li frequenta. Spazi più ampi significano, logicamente, anche una maggiore capacità di accoglienza e la possibilità di svolgere attività in condizioni diverse rispetto al passato. A confermare questa volontà, si aggiunge Silvia Gretter, direttrice dell'Ufficio persone con disabilità. «È un centro che già esiste sul territorio da diversi anni, ma ha cambiato diverse sedi. Questa vuole essere la presentazione alla cittadinanza di come i ragazzi, ma anche le operatrici ed educatrici hanno voluto rendere questo ambiente più accogliente e mostrare cosa si svolge all'interno», racconta.Tutte le opere svolte dai membri della comunità, come ricordato da Manuela Gotto, sono acquistabili presso La Bottega "Il Ventaglio", situata in Via dei Vanga 33.«Lupo Alberto» cambia quindi sede e spazi, ma la vera novità è ciò che la circonda: fuori le strade di Don Bosco, dentro i ragazzi con le loro storie. Due mondi destinati ad incrociarsi.



