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Bolzano. «Beh, il quesito è chiaro. Non ci saranno equivoci» dice Maria Teresa Fortini. Eccola la domanda che oggi viaggerà sulla piattaforma Rousseau: "Sei d'accordo che il Movimento 5 Stelle faccia partire un governo, insieme al Partito democratico, presieduto da Giuseppe Conte?" «Ci stiamo assumendo una grande responsabilità», osserva a sua volta Paolo Giacomoni. I due consiglieri comunali grillini hanno discusso molto in queste ore, tra loro e con la rete. "Proviamo sempre a condividere le nostre decisioni" dice la Fortini. Ma è una condivisione tra pochi o tra tanti? "Saremo più o meno in 100 mila. Non sono milioni ma magari qualcosa di più che non il direttivo di un partito tradizionale". Paura di assumersi il rischio di rompere un accordo? "È un meccanismo che si è accettato insieme. Per me è la nostra forza. Che, in alcuni casi, potrebbe risolversi anche in debolezza. Nel senso di smentire un percorso che sembra avviato. Ma il movimento prova ad assumersi anche questo rischio". È una vigilia agitata questa, per i 5 Stelle. Che hanno letto e discusso in questi giorni delle resistenze di Di Maio, il loro leader, riguardo al tipo di accordo che si sta configurando col Pd. Ma anche delle sollecitazioni di Beppe Grillo, il padre nobile, che, invece, ha chiesto anche ai "giovani dem" oltreché ai suoi, di provarci. "Immagino che la spinta per dire sì - osserva ancora Fortini - la possa dare la presenza di Conte. Lui a capo di questo governo è una garanzia per tanti di noi che si possa fare finalmente qualcosa di meglio. Anche rispetto all'anno appena trascorso". Per Paolo Giacomoni, a sua volta, "sarebbe semplice far decidere dall'uomo "solo al comando". E si è notato che tanti italiani, visto i voti che ha preso Salvini, sembrano essersi risolti ad affidare il proprio futuro ad un'unica persona. Noi invece proviamo un'altra strada. La piattaforma consente di esprimere un parere. Ecco, sta qui la forza ma anche il rischio". Troppe discussioni? "Il dialogo e il confronto vanno sempre bene" insiste Fortini. Che parteciperà al voto, oggi, come gli altri iscritti al movimento. E vivrà, con tutti loro, ore di attesa. Perché un voto contrario potrebbe piovere come una sentenza sulle trattative. E anche sull'atteggiamento di Mattarella. La sensazione è che da Bolzano ci saranno molti sì.


