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BOLZANO. La campagna elettorale parte dal parco delle Semirurali e da un banchetto con la bandiera della pace per Simonetta Lucchi, la candidata sindaca di Movimento 5 Stelle e Rifondazione comunista oltre che la sola donna tra cinque candidati sindaco. Simonetta Lucchi insegna italiano e storia a Ortisei. Ha insegnato al classico Carducci ed è esperta di storia dell'arte, scrittrice, artista. Il M5S già la aveva proposta alle provinciali e ora, abbandonata la coalizione del centrosinistra con una forte critica verso il Pd, contesta anche i Verdi che «avrebbero potuto isolare il Pd e spingere un candidato sindaco più inclusivo», accusa Diego Nicolini. Si riferisce all'ipotesi (sfumata) del giornalista Alberto Faustini. Un'alleanza con il centrosinistra per sostenere eventualmente Juri Andriollo al ballottaggio non è scontata. «Guarderemo anche il programma. Noi concentriamo la nostra azione sulle periferie e sui servizi», rimarca Antonio Accettulli.
Per Bolzano la candidata sindaca di Cinquestelle e Rifondazione ha un programma con tre "d". Cioè distribuzione, dignità e diritti. «Distribuzione dei carichi: traffico, casa, rifiuti, accoglienza di migranti e senzatetto, controllo sugli affitti brevi, prevenzione del disagio. Non è possibile che sia solo Bolzano a sobbarcarsi questi oneri», avverte la candidata sindaca. Sottolinea che «la legge urbanistica provinciale va adeguata al territorio comunale» e incoraggia la valorizzazione di aree come Bolzano Sud. Protesta: «Stiamo distruggendo l'ex Pascoli. La definizione di "arte fascista" andrebbe comunque abolita. È arte razionalista, un patrimonio prezioso per Bolzano, che non viene adeguatamente valorizzato».
Simonetta Lucchi passa quindi al tema della dignità come «consapevolezza delle specificità del territorio e della sua storia, per abbattere razzismo e intolleranza e aprirsi ai bisogni reali. Un altro problema di dignità tocca le donne, con problemi legati al costo della vita. Tutti i servizi dovrebbero occuparsi di più di questa fascia di popolazione che è anche quella che maggiormente contribuisce al welfare, rimanendone esclusa». Infine, i diritti. «Diritto alla salute, alla casa, al lavoro e all'istruzione. La proporzionale è una normativa obsoleta. Non possiamo permetterci di perdere tante professionalità», dichiara. Propone il modello della scuola internazionale, scuole a tempo pieno, più possibilità di fare arte per bambini e ragazzi, la valorizzazione di scrittori, artisti, politici bolzanini, del genio militare che ha creato i prati del Talvera.
Cinque anni fa il M5S si fermò al 2,7%. Questa volta l'alleanza con Rifondazione (liste autonome) potrebbe aiutare. «Credevamo alla grande coalizione, per arginare questa destra vergognosa che fa gli interessi dei più ricchi e raccoglie voti tra chi ha paura del diverso e incertezza per il futuro - dice Nicolini - Sappiamo come l'interesse privato abbia prevaricato anche qui. Siamo convinti che le case debbano essere fatte dalla mano pubblica». Stoccata del M5S a centrosinistra e centrodestra «succubi culturalmente e politicamente della Svp» che «attendono le richieste per l'appoggio al ballottaggio». Per Il Prc interviene l'ex consigliere Oreste Galletti: «Il campo largo ci è stato negato. Noi volevamo la discontinuità, su casa, diritti, urbanistica, per un capoluogo che abbia un ruolo e un peso. La Provincia non può decidere per Bolzano, che ha solo gli oneri ma non gli onori di possibilità di sviluppo alternative. Vogliamo riportare la gente a votare e dare un segnale di cambiamento». Perché altrimenti, aggiunge Nicolini, «vanno a votare solo quelli che hanno interessi diretti, e questa è una forma di clientelismo». S.M.


