MERANO. Mentre l'assessore provinciale venostano Arnold Schuler annuncia di essere disponibile a investire solo sul futuro dei macelli di Bolzano e Bressanone, da Merano arriva una netta risposta.

Il macello di via San Giuseppe è un piccolo gioiello in salute, che oggi costa alla collettività appena 20 mila euro all'anno, ma che garantisce qualità della carne macellata, controlli accurati e ci protegge il più possibile dal fenomeno della macellazione abusiva.

«Se l'assessore Schuler vuole continuare a ignorarci - ha detto l'altra mattina l'assessore comunale Nerio Zaccaria, responsabile per il macello meranese - noi gli possiamo rispondere che ci dispiace molto, ma gli mandiamo a dire altrettanto chiaramente che con la riqualificazione fatta negli ultimi anni, i suoi soldi non ci servono».

L'altra mattina l'assessore ha annunciato che dopo aver coinvolto in questi ultimi anni quindici dei Comuni del Burgraviato nella gestione della struttura di via San Giuseppe, l'altro giorno all'elenco delle amministrazioni convenzionate se n'è aggiunta un'altra, forse la più importante: il Comune di Ultimo.

La realtà valligiana che comprende diverse frazioni tra San Nicolò e Santa Valburga, è quella che nel comprensorio produce la maggiore attività di macellazione di animali. Merano, per contro, che ospita l'impianto pubblico, macella solamente il 5 per cento dell'intera produzione annuale di via San Giuseppe. L'assessore Nerio Zaccaria, annunciando la convenzione con il comune di Ultimo, ha anche voluto sottolineare i progressi effettuati in questi anni dal macello meranese.

«Cinque anni fa abbiamo preso in mano un impianto - ha detto l'assessore - che era in serie difficoltà, costava troppo e non disponeva di attrezzature all'avanguardia. Ora il nostro macello è un piccolo gioiello e puntiamo al pareggio di bilancio entro un paio d'anni. Per intanto le perdite sono scese da 100 a 20 mila euro l'anno».

Tra i fattori determinanti del cambio di rotta economico il risparmio sulla bolletta dell'acqua (36 mila euro all'anno) e la vendita del pellame (6 mila) ora assegnato per gara.

Il macello meranese acquista ancora maggiore importanza dopo la scelta della giunta provinciale di abbandonare il progetto di costruire un nuovo impianto unico a Bolzano per servire tutto l'Alto Adige.

A differenza della struttura, a indirizzo industriale, presente a Bolzano, Merano si differenzia per la capacità di adattarsi anche alle richieste dei piccoli masi, o delle piccole produzioni di carne che caratterizzano i paesi del circondario.

Da un paio d'anni inoltre il macello di via San Giuseppe è in grado di eseguire la macellazione seguendo i dettami del rito musulmano.

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