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MERANO. Il gruppo di appassionati ippici rappresentati dall'imprenditore Gianni Martone, compagine fattasi avanti per assumere le redini della gestione dell'ippodromo, ha formalizzato la sua offerta. Domani l’assemblea dei soci della Merano Maia e il liquidatore della società, Patrick Palladino, indicheranno per quale strada verrà incanalato il futuro dell’ippodromo. L'offerta del nuovo gruppo, che sta cercando di ampliare la base di sostenitori, è giunta dopo che in un primo tempo gli azionisti di Merano Maia e il liquidatore avevano preferito la proposta di gestione della struttura avanzata dall'azienda Pragma (appoggiata con piccole percentuali da Hippoweb Roma e Alfea Pisa) a quella dell'allenatore meranese Paolo Favero. «La nostra iniziativa – spiega Gianni Martone – è denominata “progetto pro ippodromo di Merano”. Abbiamo presentato la proposta in linea con i tempi che avevamo prefissato. Ma non prima di esserci seduti al tavolo con ciascuno degli attori coinvolti nella partita».
Che esito hanno avuto i colloqui bilaterali?
«Abbiamo valutato con attenzione l’offerta di Pragma, che riteniamo corretta e razionale da un punto di vista imprenditoriale. La riduzione delle giornate di corse e la chiusura per diversi mesi l’anno di Borgo Andreina perseguono l’obiettivo di evitare di produrre perdite. Il nostro è un punto di vista, o di partenza, diverso».
Vale a dire?
«Naturalmente anche noi opereremo in modo da contenere al massimo il deficit. Tuttavia prima del pareggio di bilancio intendiamo sviluppare l’attività ippica. È la passione il motore di questo gruppo e siamo pronti ad assumerci eventuali perdite. Al momento il calendario dell’ex Unire assegna a Merano 22 giornate di corse, una in più della passata stagione, e un montepremi di 2,4 milioni, leggermente superiore al 2012. Intendiamo sfruttare il massimo le opportunità offerte dal “governo centrale” dell’ippica e successivamente, stabilizzatasi la situazione generale, ampliare la stagione. Tornando un attimo a Pragma, nel caso in cui la scelta dovesse cadere sulla nostra proposta Pragma stessa è stata invitata a partecipare alla nuova società e ha già confermato la propria disponibilità».
L’incontro con Favero?
«Gli abbiamo chiesto disponibilità, sia in termini economici sia di impegno a collaborare. Ma non una partecipazione diretta nell’amministrazione della società, per evidenti ragioni di conflitto di interessi. Siamo ben consapevoli che Favero è il primo allenatore e il primo proprietario di cavalli a ostacoli: non si può prescindere da un buon rapporto fra le parti».
Il padrone di casa rimane comunque il Comune.
«Ci siamo incontrati col sindaco Januth, col vice Balzarini e con l’assessore al patrimonio Zaccaria. Abbiamo riscontrato apertura nei nostri confronti. Qualora ottenessimo la gestione della struttura sono certo che non vi saranno difficoltà a raggiungere accordi condivisi. L’ippodromo di certo in futuro dovrà aprirsi alla città e trovare risorse per rendersi appetibile sul mercato dello svago».
Alla finestra è rimasta la Forst.
«È una delle aziende più rappresentative del territorio. Non riesco a immaginare un ippodromo o un Gran Premio senza Forst. Per ora non abbiamo avuto modo di incontrarci, ma se l’iniziativa dovesse andare a buon fine sarà uno dei passi fondamentali».
In merito al personale quali sono le vostre idee?
«Siamo pronti a dialogare con i dipendenti licenziati e i sindacati per raggiungere condizioni che ci permettano di riassumere i due terzi del personale».
Lei è il rappresentante di un gruppo. Quali altri nomi sono in lista?
«Tanti. Da Mario Pirone a Ruth Volgger e Erwin Theiner, da Marco Bozza a Paul Trenkwalder, da Fredi Gang a Alex Brunner, Rolando Facchini, Peter Franceschini, Markus Covi, Leo Haller, Giuseppe De Moliner. E diverse altre persone che si sono dichiarate disponibili a versare la quota di “associato”, pari a 1.200 euro. Il progetto vuole essere il più condiviso possibile».
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