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MALLES VENOSTA. Sono arrivati ieri pomeriggio una cinquantina di profughi a Malles. Tutti adulti, quaranta uomini ed otto donne, che accompagnati da collaboratori della Caritas sono giunti in Alta Venosta a bordo di autobus. Per loro l’accoglienza presso la ex casa di riposo in via Stazione, poco distante dal centro del paese. Sul posto anche le forze dell’ordine - carabinieri e polizia - pronti ad assicurare l’ordine pubblico nel caso ce ne fosse bisogno. Il gruppo di profughi si autogestirà completamente, avendo a disposizione nella ex casa di riposo, tutto quanto è necessario per vivere. Ad ognuno di loro verranno consegnati 240 euro al mese per l’acquisto di viveri. In serata c’è stato il saluto del sindaco Ulrich Veith e dell’assessore comunale ai servizi sociali Gertrud Telser. Stabilmente un collaboratore della Caritas alloggerà insieme ai profughi che generalmente conversano in inglese o francese.
Al fine di preparare la popolazione all'accoglienza, di recente si era tenuto un incontro informativo al quale hanno partecipato l'assessore provinciale Martha Stocker, il sindaco di Malles, il direttore della Ripartizione politiche sociali della Provincia Luca Critelli, l'assessore comunale Gertrud Telser, il direttore della Caritas Franz Kripp e Alexander Nitz della Casa della solidarietà. Ma non sono mancati neppure i residenti di Malles. Nella sala delle riunioni della casa di riposo «Martinsheim» di via Stazione, infatti, si sono radunati moltissimi residenti, interessati a conoscere quelli che saranno gli sviluppi della questione legata ai profughi e come questa verrà gestita dalle istituzioni e dagli istituti di carità che si impegnano in questi mesi di emergenza umanitaria. Tra il pubblico erano presenti anche il comandante dei carabinieri e il responsabile del posto di polizia di frontiera, ma anche il decano di Malles don Stefan Heinz e l'abate di Monte Maria Markus Spanier. Proprio l'abate ha spiegato: «Fra poco meno di due mesi, nel nostro convento, si renderà disponibile un appartamento che potrà ospitare una famiglia di circa otto persone. Stiamo infatti ultimando alcuni lavori di ristrutturazione per rendere il locale pronto per accogliere i profughi».
Tutta la popolazione di Malles si è detta pronta ad aiutare le persone in arrivo in paese: molti, in questo senso, i genitori che si sono fatti avanti, spiegando che i loro figli sono disponibili a sostenere i profughi cercando di aiutarli a imparare la nuova lingua. Insomma, gli abitanti di Malles si sono dimostrati pronti a rimboccarsi le maniche per venire incontro a chi fugge dalla guerra. D'altronde, nel corso della serata, si è ricordata l'esperienza del 1992, quando venne gestita senza problemi l'accoglienza di circa 350 profughi in fuga dall'ex Jugoslavia alla caserma del battaglione Alpini Tirano. Durante l'incontro, infine, sono state definite le regole che dovranno essere rispettate dagli ospiti dell'ex casa di riposo: non si potrà lasciare la struttura prima delle 7.30 e il rientro nella stessa dovrà avvenire entro le 23.


