BOLZANO. Remo Ferretti sta lottando, con tutta l'energia che anche i nemici gli hanno sempre riconosciuto, in un letto della Rianimazione dell'ospedale di Bolzano. E' in condizioni disperate. Luisa, la moglie, è affranta: "Non posso far altro che pregare". Ferretti, già vicepresidente della Provincia, a tutt’oggi vicepresidente della Compagnia delle opere, impegnato ancora nella politica, nel giornalismo, nel volontariato, nei mille rivoli che la sua personalità senza mezze misure gli ha sempre consentito, è stato colpito da una emorragia cerebrale. E' accaduto la mattina di Pasqua. Da allora, non si è più ripreso.

Doveva andare a pranzo a casa della figlia Cristina. A tavola con lei, ad aspettarlo, c'era anche la moglie. "Ritardava. Non una novità per Remo. Starà arrivando a piedi, ci siamo detti".

Troppo tempo, anche per una camminata tranquilla. Così Luisa e la figlia Cristina si muovono. Arrivano a casa. Remo Ferretti è a terra, riverso. Subito l'allarme, la corsa in ospedale, i primi soccorsi, il ricovero d'urgenza in terapia intensiva. Ma l'emorragia è grave. Ferretti entra in coma. Ora è lì, che lotta per sopravvivere. I medici stanno in silenzio. "Ma papà non reagisce", dice il figlio Paolo. Il corpo è forte e fa quello che può. Accanto al papà, Paolo il più grande e poi Cristina e Carlo. Accanto a Luisa le amiche di sempre, come Laura Bensi.

Remo Ferretti ha quasi 77 anni. E' nato a Bolzano nel 1936. Insegnante e preside è subito attivo nell'Azione Cattolica. Nelle liste della Dc viene eletto in consiglio comunale nel 1965. Poi è assessore, fino al 1976 e si occupa a più riprese di istruzione, urbanistica, personale e affari generali. Diventa segretario regionale della Dc dal 1977 al 1986, e anche membro del consiglio nazionale del partito. Dal 1979 al 1984 è in Provincia, come assessore alla cultura e all'istruzione e vicepresidente.

E' uno degli uomini più potenti dell’Alto Adige. Con la Svp ha un rapporto di grande franchezza e fa valere il suo carattere pieno di spigoli. Ma la sua stagione politica ha una brusca conclusione nel 1993, quando viene travolto dallo scandalo di Tangentopoli. Dopo diversi mesi di indagini e poco prima di un nuovo, ulteriore provvedimento nei suoi confronti, fugge e si nasconde in un convento a Schio. Viene ritrovato e infine condannato.

Finito politicamente, Remo Ferretti inizia una nuova stagione nel volontariato e si avvicina al giornalismo. "Ama la vita disperatamente" dicono di lui i figli. E infatti Remo Ferretti lo si vede ad ogni inaugurazione, convegno, dibattito che conti. Scrive, polemizza. Passa un periodo di malattia, poi si riprende. "Stava benissimo" dicono Luisa e Paolo. Sembrava rinato. Fino a ieri. (p.cam.)

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