BOLZANO. Ospedale, il momento è difficile. Due medici radiologi si sono dimessi (da un giorno all’altro) ed il San Maurizio chiede aiuto all’ospedale di Merano ed a quello di Brunico per “leggere” le mammografie. E servono subito radiologi senologi dedicati anche per permettere una migliore qualità nell’esecuzione degli interventi chirurgici. Il presidente Arno Kompatscher - vista la situazione - ha chiesto chiarimenti all’assessora alla sanità Martha Stocker ed al direttore del Comprensorio di Bolzano, Umberto Tait. «La prevenzione in sanità è fondamentale - dice il presidente conscio del fatto che ogni anno in Alto Adige più di 400 nuove donne si ammalano di tumore al seno - e mi è stato confermato che in Senologia effettivamente la situazione risulta essere critica. So che da tempo esiste un problema di sovraccarico ed è anche per questo che occorre intervenire per migliorare le condizioni di lavoro. Le assunzioni sono previste ma il problema - ripeto - è soprattutto organizzativo. So che è stato pensato un pacchetto di misure per tamponare l’emergenza, poi si dovrà lavorare a più ampio raggio». Il pacchetto di pronto intervento potrebbe prevedere anche una convenzione con l’ospedale Borgo Trento di Verona.

Intanto il San Maurizio dice di non aver cancellato alcun appuntamento: in fase di esame le pazienti trovano le tecniche mentre le immagini vengono refertate da Merano e Brunico. Succede perchè se ne sono andati Margherita Tapparelli - responsabile della Senologia - radiologa più che apprezzata - e Nicola Orsogna che lascia Bolzano per Benevento. Restano - a metà servizio - altri due medici: uno specialista che arriva da Trento e lavora al 50% ed un altro specialista - che arriva da un’altra Azienda - che copre l’altro 50%. Resta da capire in questi giorni cosa succede per le eventuali biopsie che individuano possibili tumori: al momento per le emergenze Bolzano chiede ancora una volta aiuto a Merano ed anche a Trento. Poi dal 3 settembre le cose andranno un po’ meglio visto che al San Maurizio rientra uno dei due colleghi al 50%. Intanto si tampona ma Senologia - come dice Kompatscher - serve riorganizzare tutto il lavoro. A proposito ricordiamo che tre anni fa se n’era andata dal San Maurizio anche Carmen Stevanin, radiologa dal 1993 in Senologia e dal 2004 al 2015 responsabile della Senologia diagnostica dell’ospedale di Bolzano portata alla certificazione europea, che nel 2015 aveva scelto a malincuore di lasciare la sanità pubblica. «Sono andata in pensione prima del tempo - dice - il lavoro mi piace molto e continuo a svolgerlo in una struttura privata... ma tre anni fa ho sentito forte la necessità di voltare pagina. Non me la sentivo più di lavorare in ospedale. E questo perchè non condividevo più l’organizzazione del lavoro». Il punto resta sempre lo stesso.