BOLZANO. «Lo si era capito già nel 2007, ma ogni anno va peggio: è finita l’epoca delle vacche grasse. Si viene a chiedere consulenza anche su questioni da 20 euro». Questa, in estrema sintesi, la valutazione del difensore civico uscente Burgi Volgger, esternata nel corso della relazione sull’attività 2013 dell’ombudsman altoatesino. Cresce il disappunto verso tasse e tariffe, in merito alle prestazioni sociali e nel settore dell’assistenza sanitaria.

La crisi economica, dunque, si fa sentire anche nell’ex Südtirol felix. «Nel 2013 - così Volgger - molte persone si sono rivolte a noi esprimendo timore per il futuro e paure esistenziali». Oltre 3.500 altoatesini, con un nuovo aumento del 4% rispetto al 2012, hanno richiesto consulenze. Le contestazioni in materia tributaria hanno registrato un aumento del 24%, dopo che già nel 2012 erano cresciute del 41%. Sottoposte alla valutazione della Difesa richieste di pagamento per: Imu, tariffe acqua e rifiuti, bollette energetiche, costi di costruzione e spese di urbanizzazione. «In molte occasioni è stata espressa l’opinione che politici e amministratori non lavorino nell’interesse della gente ma per arricchirsi a spese dei cittadini».

Analogo disappunto è stato espresso dagli utenti in relazione alle prestazioni sociali. Dopo l’aumento della richiesta di consulenze del 36% nel 2012, si è saliti di un ulteriore 6%. I reclami riguardano: sussidio sociale, assegno di cura, assegno al nucleo familiare, sussidio casa, sussidio di disoccupazione. «Quando un sostegno finanziario viene ridotto o rifiutato, molti si rivolgono a noi per verificare la correttezza del provvedimento». Un ruolo preponderante ha avuto il nuovo contributo al canone di locazione. In base ai nuovi criteri di calcolo, basati sulla Durp (oltre al reddito si considera anche il patrimonio), molte persone ora percepiscono solo una piccola parte di quanto ricevevano prima dell’unificazione di sussidio casa e contributo affitto. Molti si sono lamentati del fatto che l’accorpamento fosse stato presentato come una soluzione vantaggiosa e snella. Secondo Volgger, «chi detiene responsabilità politiche è tenuto a comunicare sempre in modo esplicito e chiaro e a motivare adeguatamente i necessari interventi di contenimento delle prestazioni sociali». Anche la preoccupazione per un posto di lavoro sicuro è andata accentuandosi. «Fanno pensare i 5.000 licenziamenti registrati in un anno nella nostra provincia a causa della crisi. Hanno interessato soprattutto il personale di piccole imprese, mentre i licenziamenti nelle grandi imprese come Hoppe, Memc, Würth ecc., riportati con grande rilievo dai media, rappresentano solo una minima parte del totale».

Anche il numero di istanze e reclami nel settore dell’assistenza sanitaria ha registrato un forte aumento: +29%. La tematica maggiormente trattata è risultata essere l’esenzione ticket. Altri reclami hanno riguardato il rimborso di spese sanitarie sostenute all’estero e la difficoltà nel prenotare le visite specialistiche.

Nella sua ultima relazione da difensore civico, al termine di un decennio di impegno, Volgger ha spiegato. «Nei primi anni i ricorsi riguardavano prevalentemente la burocrazia, la complessità normativa e l’incomprensibilità del linguaggio burocratico, ma in seguito l’attenzione si è spostata, lentamente ma inesorabilmente, sulla situazione economica dei ricorrenti, e quindi sull’aumento del costo della vita, la disoccupazione crescente, i costi dell’assistenza di genitori anziani, la riduzione di prestazioni sociali, l’aumento di tasse e tariffe». Il numero, ha concluso Burgi Volgger, «di coloro che si sentono spinti sempre più ai margini della società è cresciuto costantemente negli ultimi dieci anni». Aumenta l’invidia sociale, si riduce la tolleranza verso i privilegi ingiustificati. «E se in passato molte prestazioni sociali erano per le famiglie quel qualcosa in più che garantiva il mantenimento del loro standard di vita, ora invece sono diventate per molti un’indispensabile ancora di salvezza per non scivolare nell’indigenza».

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