BOLZANO. Spese di rappresentanza o mance elettoralistiche? Julia Unterberger (Svp) sta studiando «un compromesso salomonico» per modificare il suo disegno di legge che disciplina tutto la materia di spese riservate e spese di rappresentanza. Si tratta dei fondi a disposizione di giunta, ufficio di presidenza del consiglio provinciale ed eventualmente dei gruppi consiliari, che però attingono ai propri fondi annuali, non a un finanziamento a parte. Il testo presentato giovedì ai capigruppo ha ricevuto più critiche che apprezzamenti proprio perché continua a prevedere le liberalità ad associazioni o bande musicali, seppure limitandole a 200 euro. Non si introduce in questo caso la necessità di pezze di appoggio, ma solo un autocertificazione del politico che le ha concesse. Julia Unterberger conferma la sua stessa perplessità sul testo finale presentato ai capigruppo e su cui la prossima settimana si tornerà a trattare. «Sul tema delle liberalità avrei voluto fare di più, ma nel gruppo Svp abbiamo dovuto trovare un compromesso». Nel gruppo siedono anche gli assessori, che puntano i piedi. Sottolinea Unterberger: «Chi può disporre di decine di migliaia di euro all’anno vive con fatica un cambiamento radicale, ma sulle liberalità avrei voluto arrivare a un vero e proprio azzeramento. Dubito che giuridicamente possa reggere la discrezionalità di concessioni di 100 o 200 euro ad associazioni, bande, scolaresche e così via». Unterberger rivendica «di avere precisato nel disegno di legge esattamente cosa si intende per spese di rappresentanza e spese riservate, o straordinarie, prevedendo per tutte la certificazione, salvo casi eccezionali. Un passo avanti rispetto a oggi. Prendo atto delle critiche e torno al tavolo della trattativa. Una legge comunque verrà fatta, su questo mi impegno».
Pius Leitner (Freiheitlichen) punta il dito sulle piccole donazioni: «Apprezziamo alcune novità portate dal disegno di legge, ma non possiamo accettare il capitolo delle “mance”: la Svp mira a istituzionalizzare l’attuale situazione, ma è palese che non è più accettabile la prassi dei regali dei politici travestiti da Babbo Natale che vanno a caccia di voti distribuendo denaro pubblico. Siamo anche contrari al riferimento nella legge ai gruppi: i Freiheitlichen non hanno mai speso i fondi consiliari come se fossero spese riservate. Siamo favorevoli a introdurre la certificazione di tutte le spese dei gruppi, ma con legge a parte». Il capogruppo della Svp Elmar Pichler Rolle guarda al bicchiere mezzo pieno: «Dobbiamo discutere ancora il tema delle liberalità e dei gruppi, ma c’è accordo, sia in Consiglio che in giunta, sul fatto che in futuro andrà documentata ogni spesa» .
Duro il commento di Alessandro Urzì (Fli): «Le donazioni e le mance sino a 200 euro da parte di rappresentanti delle istituzioni, con denari pubblici, a beneficio di bande, gruppi folcloristici, organizzatori di sagre popolari, scolaresche od ogni altro tipo di realtà privata, non possono essere ammissibili. Questo sistema configura il sostentamento di una rete di clientele politiche e l'acquisto del consenso che non può essere tollerato. Appare singolare l'espressione di "piccole donazioni" le donazioni sino a 200 euro. C'è una leggera distorsione della realtà se si ritiene che un regalo di 200 euro sia considerabile di modesta entità».(fr.g)
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