BOLZANO. "Per l'Italia sarebbe troppo grosso l'imbarazzo di vedersi confermato in un processo che i carabinieri hanno torturato in Alto Adige". Lo sostiene Sven Knoll, consigliere provinciale di Südtiroler Freiheit, il partito di Eva Klotz, che commenta "con soddisfazione" la notizia secondo cui il ministero della giustizia non ha ancora risposto alla richiesta della procura di Bolzano di aprire un'inchiesta su un manifesto del partito che, a 50 anni dalla "Notte dei fuochi", accusa di torture i carabinieri. "E' un fatto che parla da sè", sostiene Knoll, secondo il quale "questa è una vittoria tardiva della giustizia per le vittime, che ora possono parlare apertamente delle torture subite da parte dei carabinieri". In occasione del 50/o anniversario della "Notte dei fuochi", quando gli irredentisti fecero saltare in aria 37 tralicci dell'alta tensione, il partito della pasionaria del Sudtirolo aveva diffuso una manifesto che ricordava presunte violenze contro i terroristi allora detenuti da parte dei carabinieri. Senza l'autorizzazione del ministero di procedere per vilipendio nei confronti dell'Arma l'inchiesta della procura di Bolzano sarebbe invece destinata a essere archiviata.