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BOLZANO. La Svp vota no alla legge di Bilancio dello Stato. Ieri alla Camera il «no» del gruppo Svp-Patt al voto di fiducia posto dal governo. E oggi sarà «no» anche nella votazione definitiva. Le trattative a Bolzano per l’alleanza di giunta Lega-Svp non influiscono. In ogni caso, ha deciso la Svp, non ci sarà un ingresso nella maggioranza di governo. E sulla manovra la Svp esprime una bocciatura radicale. «La situazione è surreale», riassume la capogruppo Renate Gebhard, «Alla Camera è stata posta la fiducia su una manovra che di fatto non esiste, perché al Senato verrà stravolta per fare fronte alla procedura di infrazione europea». Nel testo attuale, prosegue Gebhard, «la manovra non crea crescita, anzi aumenta il debito pubblico, scaricandolo sulle generazioni future». Per quanto riguarda l’Alto Adige, la Svp considera la manovra per il 2019 «una occasione persa per avviare una fase nuova di rafforzamento dell’autonomia». Rispetto al testo originario, che non la prevedeva, è stata inserita la clausola di salvaguardia per le autonomie speciali, sottolinea Renate Gebhard, «ma nessuna delle nostre proposte è stata accolta». Per quanto riguarda le ripercussioni della manovra finanziaria sul bilancio provinciale, le stime di Palazzo Widmann ipotizzano un taglio di circa 30 milioni di euro per l’Alto Adige e di 25 milioni per la Provincia di Trento. A pesare sarà in particolare la flat tax. Sia pure depotenziata rispetto alle prime versioni, quando si ipotizzava di applicare un’imposta unica del 15% a tutti, la veste definitiva della tassa piatta, si applicherà solo alle partite Iva e ai lavoratori autonomi con un reddito sotto i 65 mila euro lordi. La flat tax ridurrà il gettito complessivo e, quindi, attraverso il meccanismo dei 9 decimi che vengono riversati dallo Stato alla Provincia, anche le entrate della Provincia.


