BOLZANO. «Lo standard qualitativo della sanità in Alto Adige è elevato, ma non possiamo più permetterci il lusso di avere sette ospedali. Non condivido le generalizzazioni fatte dal presidente di Assoimprenditori, ma che si debbano fare razionalizzazioni e risparmi non c’è dubbio». Pur con una serie di distinguo il segretario provinciale della Cisl Michele Buonerba condivide la ricetta del presidente degli imprenditori altoatesini che punta in particolare a tagliare le spese di pubblica amministrazione e sanità, oltre che ridurre la burocrazia, per ridurre la pressione fiscale sia sui privati che sulle imprese. Proposte quelle di Pan che fanno discutere sindacati e mondo politico. Buonerba come il presidente di Assoimprenditori partirebbe proprio dalla sanità ad “eliminare gli sprechi prodotti nel corso degli anni”. «Sono stati creati una serie di primariati, per ottenere il consenso politico». Dalla sanità alla burocrazia: «Durnwalder ci ha chiesto due mesi fa di mettere nero su bianco le nostre proposte per ridurla e l’abbiamo fatto». I sindacati insistono sull’introduzione del redditometro: «Attualmente ci sono 18 diverse prestazioni sociali per le quali bisogna fare altrettante domande. Che significa una montagna di carte». Altro discorso l’informatizzazione degli uffici: «Ci si aspetterebbe come effetto una riduzione del personale nella pubblica amministrazione, mentre i dati dicono l’esatto contrario: gli occupati nell’amministrazione provinciale sono 17.277, nella scuola 17.481, nella sanità 18.841. Totale 53 mila 609 che significa un più 0,9% dal 2008 al 2009. Cifre in controtendenza rispetto al livello nazionale dove ogni due persone che se ne vanno, ne sostituiscono una. Il risultato è un aumento della spesa pubblica che non ti consente di ridurre la pressione fiscale».
L’assessore al bilancio Roberto Bizzo contesta la lettura che Buonerba fa dei dati: «Sono aumentate le persone non le ore lavorate e questo si spiega col fatto che mentre il numero di dipendenti maschi è stabile, aumentano le donne che fanno il part time: ritengo giusto dare alla donna la possibilità di conciliare famiglia e lavoro. Per quanto riguarda la burocrazia si può e si deve fare meglio, ma non pensiamo che l’arrivo delle nuove tecnologie e di internet abbiano snellito le procedure. Sono aumentate»
Frena Bizzo sulla sanità: «Razionalizzare si può, ma tagliare è pericoloso perché abbiamo servizi pubblici che funzionano bene». Difende la categoria dei dipendenti pubblici, considerata da sempre e in particolare ora privilegiata, Giovanni Pandini (Uil): «Qualcuno dimentica che il lavoro è un diritto non un privilegio e i soldi per il rinnovo del contratto sono già a bilancio». E Robert Holzer (sindacato Ago): «Se c’è qualcuno che deve risparmiare sono i politici che hanno indennità da favola non certo i lavoratori del settore pubblico». Lorenzo Sola, segretario della Cgil: «Quello di Pan è l’ennesimo attacco a tutto ciò che è pubblico. Vorrebbero tagliare sui dipendenti pubblici per dare altri soldi all’economia che ha già ricevuto la doppia riduzione dell’Irap oltre allo scudo fiscale».

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