Bolzano. «Non sento più, sono quasi completamente sorda, mi aiuta un apparecchio che però distorce di molto i suoni. Ma il concerto di Eros Ramazzotti lo andrò a vedere lo stesso. Non ho mai voluto accettare questa malattia, per questo l’appuntamento di novembre per me sarà fondamentale. Una vera sfida. Chiedo una cosa sola, di poterlo incontrare e stringergli la mano».

Manuela Paparella, 41 anni, bolzanina, cassiera in un supermercato, mamma di due figli - la ragazza si chiama “Aurora” e padrona felice del cane “Benito”, si è messa in gioco e vuole vincere le sue paure. Per sè e per gli altri. «Sarebbe davvero importante per me riuscire ad andare a quel concerto ed incontrare Eros, così facendo lancerei anche un messaggio di forza a tutti coloro che si trovano nella mia situazione e che come me hanno paura. Sì perchè noi abbiamo paura». Ecco i fatti.

«Il 26 novembre il mio idolo di una vita, Eros Ramazzotti, sarà al Palaonda nell'ambito del Vita ce n'è World Tour. Non è il primo concerto di Eros a cui vado, anzi, ma questo sarà il primo concerto... da sorda. Sì proprio così perchè purtroppo un anno e mezzo fa mi è stata diagnosticata una grave ipoacusia non operabile e ora riesco a sentire solo grazie agli apparecchi acustici, ma credetemi non è la stessa cosa. Solo chi vive questo problema può capire cosa significhi. Noi sentiamo i rumori amplificati ma in realtà non sentiamo bene il parlato, dobbiamo sempre affidarci alla lettura del labiale (il movimento delle labbra) per capire bene cosa sta dicendo la persona che ci sta davanti, per questo motivo questo concerto sarà per me un’autentica sfida, un passo avanti. Sarà come provare ad accettare la mia sordità, sarà la prima volta ad un concerto di Eros con le protesi, non so come sarà, forse mi girerà la testa, forse mi verranno le nausee per il troppo rumore, ma sarà un passo avanti che forse mi aiuterà ad affrontare questo periodo nero che ancora non riesco ad accettare». Manuela Paparella non ha dubbi. «Non importa come lo affronterò ma ci voglio provare. Perchè mio marito Sabino che mi ha sostenuto con forza fin dal primo giorno mi ha regalato i biglietti proprio per cercare di fare un passo avanti, per darmi una scossa. Insomma io a quel concerto ci andrò e farò uno sforzo incredibile ma mi piacerebbe anche poter incontrare Eros, poter entrare in quel camerino e dirgli ok sono sorda ma ti ascolto con il cuore». La malattia di Manuela si è manifestata un anno e mezzo fa. «Ne soffriva anche mio papà ma non ho mai pensato potesse succedere anche a me. Ho iniziato a sentire meno i rumori più forti e poi la gente mi parlava e io non sentivo, non capivo. Poi la visita e la diagnosi di ipoacusia. La malattia è poi peggiorata e mi sono ritrovata quasi completamente sorda. Per forza di cose mi sono convertita agli apparecchi acustici ma i primi tempi facevo fatica. Avevo nausea, mal di testa, soffrivo di vertigini e di disorientamento. E poi non riuscivo ad accettare quel che era successo». Ma il concerto di Eros vuol segnare la svolta. «Si voglio dimostrare a me stessa che riesco ad andare, a superare questo limite, che riesco a smettere di isolarmi. E poi un appello a tutti quelli che come me soffrono di sordità: da oggi visto quel che esce sul giornale sapranno in molti della mia sordità e, forse, finalmente, potrò smettere di fingere e cercare in qualche modo di tornare alla normalità, ma soprattutto spero, di aver dato un po’ di forza e di speranza, non solo a chi è sordo come me, ma a chiunque abbia un problema, non dobbiamo vergognarci, non siamo diversi siamo solo "speciali"e sentiamo in modo diverso». V.F.