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MERANO. C'era parecchia gente, in barba alla pioggia che ha continuato a cadere dopo una giornata grigia e davvero poco invitante per le persone. Che invece hanno risposto alla grande partecipando numerose, e soprattutto convinte, alla settima edizione della marcia interreligiosa Passi di Pace, divenuta ormai un evento ricorrente, posto all’inizio dell’autunno meranese.
La formula - ormai collaudata - consisteva in un itinerario meditativo che, partendo dal cuore della città, si snodava per le vie del centro facendo sosta in tutti i principali luoghi di culto. In ognuno di questi, il rappresentante della comunità ospitante ha tenuto un breve intervento sul significato della pace per il nostro mondo, cui è seguito un momento di preghiera.
Quest’anno l’evento ha assunto una particolare importanza a causa dei tragici fatti dei mesi scorsi, i conflitti in tante parti del mondo, dall’Ucraina al Medio Oriente, dall’Africa all’Asia, dai Paesi Arabi fino al Mediterraneo, alla sorte dei profughi e alle tragedie del mare. I partecipanti hanno capito lo spirito di Passi di Pace, ha pregato e in tal senso ha dimostrato vicinanza nei confronti di chi soffre. L'appello, unanime, è stato accorato: c'è bisogno di pace in tutto il mondo. L’appuntamento era dunque fissato alle ore 20 in piazza del Grano.
La marcia ha fatto tappa dapprima alla sala islamica di via Huber, poi si è spostata alla chiesa luterana sul Lungopassirio (dove, oltre al nuovo pastore evangelico, attendeva il parroco ortodosso), quindi alla sinagoga di via Schiller, poi al Centro buddhista di vicolo Steinach. Si è conclusa presso la parrocchia di Santo Spirito dove è stato servito anche un frugale rinfresco. «La manifestazione - hanno avuto modo di ribadire gli organizzatori - era assolutamente apolitica e aperta a tutti, anche alle persone non credenti. Aveva come unico scopo quello di risvegliare il desiderio più autentico di pace nel nostro cuore, che possa poi estendersi al cuore degli altri». Lo spirito è stato capito perfettamente: chi ha marciato, fra un luogo di culto all'altro, ha pregato per la pace, facendo auspici perché ogni evento bellico possa cessare. Anche i vari rappresentanti delle comunità religioso cittadine si sono aggregati questo sentimento comune invitando i presenti a sostenere, con la preghiera e con il buon esempio, il messaggio di fraternità che è nato con la marcia e che si è poi diffuso con convinzione fra tutti i partecipanti.(e.d.)


