MAREBBE. Il Comune di Marebbe ha individuato una casa, la Sanvì nella frazione di Longega, per ospitare sei richiedenti asilo. È una casa disabitata da un paio d’anni, arredata e pronta per essere occupata. Ne parla l’assessore comunale Elisabeth Frenner: “Il Comune ha aderito al progetto Sprar e deve essere pronto a mettere a disposizione un posto dove accogliere i profughi. Ecco che abbiamo individuato la soluzione a Longega. La Sanvì non è abitata dopo che il proprietario è deceduto alcuni anni fa. Potrebbe essere una soluzione ideale visto che l’edificio è pronto, arredato ed in grado di accogliere sei richiedenti asilo. Il Comune ha già preso contatti con la Comunità di valle, sono stati fatti diversi sopralluoghi e la Sanvì pare essere la soluzione. Bisognerà arrivare alla firma del contratto ma pare proprio che non ci saranno problemi per poter ospitare i richiedenti asilo”.
Il buon esempio è venuto anche da La Valle dove la parrocchia locale ha messo a disposizione un alloggio, presso la canonica, per sei richiedenti asilo. La comunicazione è stata fatta al Comune (che ha aderito al progetto Sprar) dal parroco, l’ex decano della Badia don Franz Sottara.
È stato così accolto l’appello lanciato dal consiglio pastorale decanale: "L’accoglienza, anche dei richiedenti asilo, è un dovere morale per ogni cristiano. La popolazione ladina ha una profonda tradizione cristiana. E infatti la gente è favorevole all’accoglienza".
Invece, alcuni Comuni si sono espressi contro l’arrivo dei profughi. Un atteggiamento che fa discutere soprattutto dopo il secondo no di Badia allo Sprar. L’Alta Badia è una vallata che può contare su grandi risorse naturali ed economiche, eppure non trova un accordo sull’organizzazione dell’accoglienza dei 35 richiedenti asilo che le sono stati assegnati. Ancora La Valle aveva individuato un’ex pensione che sembrava essere una soluzione, invece sono sopravvenute difficoltà. Tutto annullato e si è pensato di ricorrere a quanto prevede il progetto Sprar. Ma anche qui non sono mancati i problemi: hanno aderito La Valle e Marebbe e, di recente, San Martino. Contrari Badia e Corvara. A proposito dei consigli comunali che si sono schierati contro l’arrivo dei profughi, il decano don Willeit aveva dichiarato: "È prevalsa la paura, eccessiva. Siamo di fronte ad un fenomeno mondiale: non è possibile che una valle come l’Alta Badia, conosciuta per la sua elevata disponibilità di posti letto, continui a rifiutare un numero ridotto di profughi. La popolazione ladina è a favore dell’accoglienza. Mi auguro che i due Comuni di Badia e Corvara rivedano la loro posizione contraria”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

