BOLZANO. Il vino altoatesino va alla conquista del mercato americano. E dopo le polemiche sulla capsula con la dizione solo "Südtirol", stavolta si punta sull'italiano. «Sono scelte di marketing, in Usa siamo conosciuti come la regione italiana più a nord», spiega il direttore dell'Eos Hansjörg Prast.
In questi giorni il vino altoatesino si presenta negli Stati Uniti. Lunedì si è tenuto il primo evento a Chicago, oggi toccherà a Boston e domenica il tour promozionale coordinato dall'Eos della Camera di commercio si concluderà a New York.
La campagna è accompagnata da altre iniziative come le inserzioni sulla rivista americana leader del settore "Wine Spectator" e la presenza in internet attraverso un sito dedicato e i "social-network" Facebook e Twitter, oltre ad eventi informativi come il seminario sui vini bianchi dell'Alto Adige che si è svolto a Chicago con la presentazione di otto vini selezionati e la degustazione guidata dal noto sommelier statunitense Brian Duncan.
Se solo poche settimane fa aveva suscitato polemiche la scelta di puntare sulla capsula monolingue, stavolta gli esperti di marketing hanno deciso di scommettere sul legame con l'Italia. «Negli Stati Uniti - spiega il direttore dell'Eos Hansjörg Prast - il vino altoatesino si è affermato come prodotto italiano, ci presentiamo come la regione più a nord del Belpaese». E così il sito internet si trova all'indirizzo www.altoadigewinesusa.com (anche se la dizione inglese ufficiale sarebbe "South Tyrol"), il vino è quello delle "Italian Alps", le Alpi italiane, e l'aroma viene definito come quello della "dolce vita".
Nulla di etnico, solo una questione di marketing, assicura il direttore dell'Organizzazione export Alto Adige. «Ma anche la scelta della capsula - sottolinea Prast - era stata dettata esclusivamente da motivi promozionali. Infatti anche negli Stati Uniti useremo quelle capsule, accompagnate però dall'etichetta bilingue con il marchio Alto Adige-Südtirol perché è così che intendiamo presentarci a livello internazionale».
Negli Stati Uniti il vino altoatesino è stato accolto con entusiasmo. I protagonisti della prima giornata di degustazione sono stati il Pinot, il Gewürztraminer e il Lagrein. «In questi ultimi anni - afferma il direttore dell'Eos - il mercato statunitense è diventato sempre più importante per i produttori altoatesini. Gli Usa sono diventati il secondo Paese di esportazione dopo la Germania. Attualmente finisce negli Stati Uniti l'8% del vino di qualità prodotto in Alto Adige con il Pinot Grigio che è il più richiesto tra le nostre varietà».

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