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BOLZANO. Un pezzo di autonomia per le prime tre regioni. Altre si aggiungeranno. È fissato per oggi alle 12.30, a Palazzo Chigi, l'appuntamento per la firma dell'accordo preliminare sull'intesa raggiunta tra governo, Regione Emilia Romagna (presidente Bonaccini), Lombardia (presidente Maroni) e Veneto (presidente Zaia). L’annuncio è arrivato ieri dal sottosegretario per gli Affari regionali Gianclaudio Bressa, delegato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a condurre il confronto in rappresentanza del governo, nonché estensore del comma Terzo dell'articolo 116 della Costituzione durante la riforma del 2001. «L'accordo preliminare ha per oggetto i principi generali, la metodologia e le materie per l'attribuzione alle Regioni che ne hanno fatto richiesta tramite atto formale dei loro organi, di maggiori forme di autonomia differenziata, ai sensi dell'art 116, comma Terzo, della Costituzione. La firma è frutto del lavoro avviato il 9 novembre 2017 con l'istituzione di un tavolo di negoziato tra governo, Emilia Romagna e Lombardia, e di un ulteriore confronto avviato anche con la Regione Veneto il primo dicembre», conclude Bressa. Si partirà con cinque competenze, con relativi finanziamenti. Inizialmente Luca Zaia, presidente del Veneto, puntava su 23 competenze ipoteticamente possibili dopo la riforma del titolo V della Costituzione nel 2001.


