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BOLZANO. «Bisogna cambiare l’ottica con cui si considerano i servizi pubblici che non sono capitoli di spesa, ma investimenti»: parte da questo concetto Cristina Masera, eletta segretaria provinciale della funzione pubblica della Cgil durante il congresso che si è tenuto ieri a Bolzano. La neo segretaria, logopedista di 52 anni, da sei anni nella segreteria con la responsabilità della sanità, sarà alla guida per i prossimi quattro anni della categoria che rappresenta i dipendenti dei comparti enti locali, provincia, sanità, ministeri, agenzie fiscali, comunità comprensoriali, case di riposo, Ipes, aziende di soggiorno e azienda servizi sociali di Bolzano. Al congresso hanno partecipato 88 delegati e Salvatore Chiaramonte, della segreteria nazionale.
Sulla spending review Masera ha definito indispensabile attuare una riforma della pubblica amministrazione, ma non con tagli indiscriminati del personale e con la riduzione dei servizi: «Chiediamo piuttosto un’analisi dei processi organizzativi per ottenere una sintesi tra competenza, conoscenza e soddisfazione dei bisogni». L’auspicio è che anche la giunta Kompatscher voglia continuare la concertazione avviata su questo argomento con la giunta precedente. «Credo nel lavoro di rete, all’interno e all’esterno della categoria, perché sono convinta che siano i gruppi a poter superare le difficoltà e ottenere grandi risultati», ha aggiunto Masera. Tra le criticità che la neosegretaria si troverà ad affrontare nei prossimi anni c’è il blocco della contrattazione per i dipendenti provinciali: «La riorganizzazione dei servizi e la ripresa della contrattazione andrebbero affrontate di pari passo per avere servizi efficienti per i cittadini, con risorse ben allocate e dipendenti non penalizzati». Il tema è stato trattato anche dal segretario uscente Agostino Accarrino: «Forse si è sottovalutato che il numero dei dipendenti della pubblica amministrazione in Provincia è elevato e che gli aumenti contrattuali possono trasformarsi anche in maggiori consumi e quindi in un volano per le attività produttive locali». Per la Funzione Pubblica della Cgil si deve perciò assolutamente rafforzare il ruolo e l’autonomia della contrattazione per un più efficace e nuovo rapporto tra i diritti del lavoro e i diritti di cittadinanza proprio in questa fase straordinaria di crisi. Un altro aspetto riguarda la contrattazione sociale alla quale la Funzione Pubblica rivolgerà le proprie energie lottando contro il dumping contrattuale e favorendo un patto tra lavoratori che erogano i servizi e cittadinanza che ne usufruisce.
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