BOLZANO. «Per me - dice Zineb, 25 anni marocchina, mamma di tre bambini, da sei anni a dodici mesi - l’apertura di questo centro è importante perché mi consente di uscire di casa, conoscere gente del posto, far giocare i bambini con i coetanei bolzanini». Fatima, pure lei marocchina, nella sala al terzo piano del Trading Center, il complesso al civico 60 di via Maso della Pieve, all’inizio ci portava i nipotini, adesso ci va anche lei per frequentare un corso di cucito in attesa di trovare un lavoro. Olena Bugrinova, insegnante in una scuola d’arte in Crimea, tiene corsi di disegno per bambini, mentre Angela Siguenas e Alonzo Ramirez Romani, peruviani di Lima, insegnano i segreti della cucina peruviana.

Ieri, in occasione della festa di primavera, è stata inaugurata ufficialmente la sala comunitaria all’interno del Trading Center, cuore del progetto iniziato un anno fa e portato avanti da Comune, distretto sociale di Oltrisarco e operatori dell’associazione La Vispa Teresa. Obiettivo dell’iniziativa: creare una comunità in quel piccolo rione stretto tra Oltrisarco e San Giacomo.

«Tecnicamente - spiega Sara Trevisi, educatrice del distretto di Oltrisarco, che ha curato uno studio sul rione - viene definita comunità incapsulata. Di fatto si tratta di un insieme di case sorte lungo via Maso della Pieve dove, in base alle ultime rilevazioni, abitano 2589 persone, di queste il 25% sono immigrate. Ciò che rende difficile la creazione di una comunità è l’assenza di luoghi di incontro, in particolare di una piazza: di qui la necessità di “inventarsi” qualcosa che la sostituisca. La sala comunitaria ha lo scopo di far incontrare le persone e promuovere assieme a loro delle attività che vanno dai corsi di cucito a quelli di cucina, alla joga, alle lezioni di italiano».

Sergio Previte, operatore dell’associazione La Vispa Teresa, è soddisfatto: «La risposta degli abitanti è positiva: arrivano sia bolzanini che immigrati. Si stanno creando delle belle amicizie che favoriscono l’integrazione anche delle donne straniere che prima passavano la giornata sole in casa a curare i bambini. Noi siamo aperti tutti i giorni dalle 9 alle 17».

Oltre alla sala comunitaria, il progetto comprende gli orti dietro il supermercato Lidl. «Una piccola striscia di terra - spiega Rachele Sordi, operatrice della Vispa Teresa - da dove sono state ricavate sedici piazzole, attualmente ne abbiamo due libere da assegnare».

Per chi le coltiva è l’occasione non solo per stare all’aria aperta e avere la verdura fresca in tavola, ma anche per incontrarsi, conoscersi, scambiare due parole. Cose normalissime un tempo, oggi non più, visto che spesso e volentieri non si conosce neppure il vicino di pianerottolo. E non solo in via Maso della Pieve.