BOLZANO. Ci siamo. Bolzano è pronta a rispondere alla sua - atavica - fame di infrastrutturazione sportiva. E lo fa da sud, il nuovo polo dello Pfarrhof a Maso della Pieve, e al centro, lungo la ciclabile di via Trieste, nell'ultima propaggine del Lido a due passi da ponte Roma. Quest'ultimo cantiere è sostanzialmente concluso. In tempo per l'apertura delle piscine e probabilmente anche qualche settimana prima. Lo Pfarrhof è altrettanto messo bene. Tanto che la notizia la dà Juri Andriollo: «Si apre a giugno per essere pronti per l'estate».

E qui si innesta una ulteriore carenza che è stata oggetto di continue richieste da parte di utenti e associazioni, il padel. «Saranno tre i campi» conferma l'assessore. Una prima risposta nei confronti di una disciplina che, prima del fenomeno Sinner, stava sopravanzando il tennis anche per la sua maggiore praticità: dopo Jannick, non si sa, il classico è tornato agli allori. In ogni caso il padel.Maso della Pieve precederà quello che ci si prepara ad installare nel pianoro della vecchia discarica di Castel Firmiano e anche, accordi con la Difesa permettendo, nell'area militare a metà di via Resia.

Messe insieme le tre location, ecco che la messa a disposizione di impiantistica specifica sembra seguire un itinerario coordinato. Ma allo Pfarrhof non ci saranno solo i racchettoni. Insieme ai campi a loro dedicati, ne stanno sorgendo uno per il beach volley e uno di stock sport. Traduzione: birilli su ghiaccio. Una disciplina appartenente alla grande famiglia del curling. Per questo nuovo polo sportivo il Comune ha avviato la pratica più di un anno fa, destinando a questo progetto quasi un milione e mezzo di euro.

Ma c'è stato anche un intervento di supporto proveniente dai fondi del Pnrr. In realtà questo intervento si trova a coprire un improvviso buco all'interno dell'urbanistica sportiva dopo che il settore destinato alle associazioni italiane a Maso della Pieve aveva sofferto un repentino stop a causa del suo degrado complessivo. Da qui l'avvio di un percorso riqualificativo che adesso ha trovato la sua composizione, in grado di offrire una sponda anche di carattere sociale ad un quartiere, l'ultima propaggine di Oltrisarco, da sempre alla ricerca di una connessione strutturata col resto della città.

Poi i campi del Lido. Qui l'operazione è altrettanto composita. L'area è ai margini dell'area piscine e ne sarà separata per poterle consentire, nella stagione estiva con gli impianti acquatici aperti, di aprirsi invece alla città. «E in particolare al quadrante di viale Trieste e di via Roma, con via Napoli e via Firenze, che non ha verde a disposizione» spiega Andriollo. I campi di volley e di calcetto pronti all'apertura, hanno infatti un "invito" - creato con l'innalzamento del suo livello - per poter favorire l'accesso dalla ciclabile e dal marciapiede che corrono loro a fianco.

La gente del quartiere troverà anche un arredo urbano, già installato, in grado di ospitare ragazzi e famiglie in una nuova area verde. Lo sport connesso al sociale, dunque con lo sfruttamento di uno spazio residuo non molto sfruttato. Anche qui l'investimento è stato supportato con i fondi provenienti dal Pnrr. P.CA.