BOLZANO. Cominciano oggi gli esami di Maturità per 3.983 ragazzi altoatesini. Nelle scuole italiane i candidati sono 992 mentre nelle tedesche i maturandi sono 2.940 (2.498 al termine del percorso quinquennale degli istituti, 394 delle professionali e 48 candidati esterni).

Un appuntamento fisso che resta nei ricordi di ogni ex studente ed è anche per questo che ogni anno si guarda con una certa curiosità a quello che accade a chi è ancora tra i banchi. Questa mattina, dunque, è in programma la prima prova di italiano uguale per tutti mentre domani toccherà alla seconda prova di indirizzo: matematica al liceo scientifico, greco al classico.

Lunedì 27 giugno spazio alla terza prova, il “quizzone”. Martedì fine degli scritti con tedesco e via agli orali dal giorno dopo. Prima di ascoltare la voce degli studenti, però, facciamo un passo indietro e andiamo a scoprire gli esami di chi la Maturità l'ha ottenuta qualche anno fa eppure la ricorda come fosse ieri.

Il nuovo sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, per esempio, ha affrontato la commissione nel lontano 1965. «Compilai un tema su Foscolo. Una volta non avevamo tracce moderne, ma si rimaneva nell'ambito letterario: il massimo concesso era “Il Giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani pubblicato pochi anni prima. Piacevano molto anche Pirandello e D'Annunzio». E lei come l'affrontò? «Le dirò la verità: ero felice di fare l’esame. È stata una bella esperienza. Imparai a leggere il titolo, a respirare a fondo, a riflettere ed a buttare giù un canovaccio del tema prima della stesura vera e propria. Un atteggiamento corretto da applicare a tutti gli esami ed alle faccende della vita. Il mio tema d’italiano contribuì al voto di Maturità - avevo la media dell’8 - che mi diede la possibilità di ottenere il presalario dal governo socialista che consisteva in 500.000 lire di borsa di studio l’anno a cui erano da aggiungere diverse esenzioni. Ho studiato all’università senza mai scendere sotto il 24, grazie allo Stato sono riuscito a laurearmi anche se arrivano da una famiglia povera».

A Elena Bonaldi, anima del centro commerciale “Four You” ed operativa anche in Azienda di Soggiorno, capita ancora di sognare l'esame la notte. «Ho scoperto che si tratta di un sogno ricorrente abbastanza comune. Ricordo che scrissi un tema sui ragazzi e il loro futuro. Era il 1996 e frequentavo l'Istituto De' Medici indirizzo, commerciale sezione contabile. Fu l'anno più bello della mia vita e alla fine ottenni un punteggio di 52 su 60». A seguire con un occhio di riguardo i giovani in Comune c'è il nuovo assessore competente Angelo Gennaccaro. «Il mio esame arrivò in un periodo travagliato perché proprio in quei giorni avevo firmato un contratto per una parte abbastanza importante nel film “Cuore Altrove” di Pupi Avati. Dovevo scegliere se mancare la Maturità inseguendo un'opportunità oppure diplomarmi. Seguii il buon senso e andai a scuola. Il tema che scelsi, ironia del destino, era legato alla conoscenza, il lavoro e il commercio su internet. Mi è stato molto utile. Ai ragazzi dico di affrontare la Maturità con coscienza, ma cercando di dare la giusta dimensione a questa prova. Le esperienze della vita saranno altrettanto formative perché quel che conta è l'atteggiamento e la predisposizione».

C'è, ovviamente, anche una Maturità “dietro le quinte” ed è quella che si appresta ad affrontare la dirigente Laura Canal come presidente di commissione al Torricelli. «Tengo sempre molto alla collegialità dei giudizi. Mi piace che i professori agiscano in gruppo nel rispetto dello studente con una buona collaborazione tra membri interni ed esterni. Voglio, come previsto dalla norma, che tutti rimangano seduti durante gli orali e che tutti ascoltino i candidati. A quel punto la valutazione deve essere collegiale tenendo conto delle prove, ma anche del percorso di un ragazzo perché può anche capitare di arrivare al giorno dell'esame e non essere brillantissimi. Ricordiamoci che per questi giovani si tratta di un momento fondamentale: l'ingresso nella vita».

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