Sei inquisiti (di cui solo uno prosciolto) e due ditte coinvolte in pieno (una a Trento l’altra a Brunico). Sono gli elementi di una maxi inchiesta della Procura della Repubblica di Bolzano che ha sventato parzialmente una maxi truffa ai danni dello Stato basata sulla richiesta di contributi del Ministero delle attività produttive (oggi Ministero dello sviluppo economico) per finanziare un progetto industriale particolare: estrarre dalle carote colorante alimentare per produrre bibite.

Il progetto finanziato dal Ministero sarebbe stato messo a punto unicamente a fini truffaldini e avrebbe coinvolto la ditta “Tech Food srl” con sede a Trento in via Tessadri e la ditta “Tea srl” con sede a Brunico in via Mahl. Il Ministero sarebbe stato indotto in errore ed avrebbe concesso un primo contributo di 1 milione e 914 mila euro in realtà finito, secondo l’accusa, in paradisi fiscali e mai più recuperato. La seconda tranche di finanziamento (di 1.881.560 euro) è stata invece bloccata in tempo dalla Procura di Bolzano.

Tutti gli inquisiti (accusati di truffa aggravata) se la solo cavata pensalmente con condanne o patteggiamenti soft. Tra i regionali undici mesi (pena sospesa) sono stati inflitti a Pasquale Verginer di San Martino in Badia; 16 mesi (con condono di un anno) sono andati a Paolo Bazzanella di Trento e quattro mesi (convertiti in una pena pecuniaria) sono stati inflitti a Luciano Zeni di Mezzano.