BOLZANO. Bancarotta fraudolenta, truffa e associazione per delinquere. E' il capo d'imputazione che ha portato alla condanna a otto anni e mezzo di reclusione F.T.,56 anni, affarista calabrese da tempo domiciliato in Alto Adige. L'uomo era finito nei guai nell'ambito di una maxi inchiesta della Guardia di Finanza che aveva coinvolto complessivamente una quindicina di persone. Il gruppo era stato accusato di aver truffato tre istituti bancari ed un paio di società di leasing con un danno di circa 5 milioni e mezzo di euro.  Secondo l'ipotesi accusatoria (confermata in sentenza) l'attività del gruppo sarebbe iniziata sei anni fa fa quando iniziarono ad operare due imprese edili, la «Edilalberto snc» e la «Mg Costruzioni sas». In poco tempo le due ditte riuscirono a dimostrare alle banche di aver in mano contratti di appalti importanti con la Provincia e con il Comune. Si sarebbe trattato di documentazione falsa in base alla quale, però, dapprima le banche e poi sette società di leasing finirono per essere truffate.
Secondo gli inquirenti (il pubblico ministero è il procuratore aggiunto Markus Mayr, nella foto) furono tre gli istituti di credito truffati. Nell'elenco ci sono la Bnl, la Unicredit e la Popolare di Sondrio. Solo la Bnel si è costituita parte civile nel prpocedimento.  Le  due imprese fasulle riuscirono  ad ottenere notevoli finanziamenti (circa 2 milioni e 200 mila euro) che furono concessi per finanziare gli appalti. In realtà sparirono nel nulla così come i successivi 700 mila euro . Come già accennato l'inchiesta ha evidenziato un raggiro per oltre 5 milioni di euro. Secondo gli inquirenti F.T. sarebbe stata la mente del raggiro. Come detto è stato condannato in primo grado a otto mesi e mezzo di reclusione. La moglie, accusata di ricettazione, è indagata in un secondo procedimento. La donna è accusata di aver gestito i soldi del maxi raggiro e di averlo depositato in conti correnti bancari austriaci.