BOLZANO. Maxi-vertice in Provincia, convocato dal vice-presidente Christian Tommasini, per affrontare la crisi che sta attraversando la Cle. Intorno ad un tavolo si sono ritrovati oltre ai responsabili della Cooperativa lavoratori edili, i vertici di Legacoop, Confcoop, Cna, i dirigenti del dipartimento lavoro ed economia. La situazione è complessa, perché le parti in causa sono più d’una: dai 140 soci delle cooperative edilizie ai 50 dipendenti della Cle, alle 50 aziende artigiane con quasi 500 dipendenti che vantano nei confronti dell’impresa di costruzioni crediti per 700 mila euro.
«La Cle è una realtà solida - assicura Tommasini - per la quale si sta cercando di attivare delle forme di garanzia -attraverso banche e Confidi - e trovare insieme il modo per tutelare i posti di lavoro e le famiglie di chi opera in Cle e nelle imprese artigiane che formano il suo indotto e che hanno sempre dimostrato massima serietà».
C’è la volontà di tutti dunque di uscire da una situazione complessa, ma anche la consapevolezza delle difficoltà.
Le coop edilizie. I cantieri della Cle per la realizzazione complessiva di 141 alloggi - Druso Ovest (25 alloggi), lotto C di Casanova (84), Toggenburg 2 a Pineta di Laives (32) - sono fermi da Natale e tra i soci delle cooperative, che fanno capo rispettivamente a Confcoop e Lega, cresce la preoccupazione, perché c’è grande incertezza sulla situazione finanziaria della Cle e quindi sui tempi della ripresa dei lavori. Per il 3 febbraio è convocata la riunione di tutti i soci, ciò significa che per quella data c’è la necessità di avere un quadro chiaro, perché coloro che si sono messi in cooperativa per acquistare un alloggio, possano decidere cosa fare: aprire un contenzioso con la Cle oppure aspettare che il Consorzio lavoratori edilizia si veda riaprire le linee di credito dalle banche - si parla di circa 8 milioni euro - per sanare un’operazione immobiliare condotta nel milanese che non ha dato i risultati sperati.
«Entrambe le strade - dicono Andrea Grata (Confcoop) e Heini Grandi (Lega) - hanno pro e contro: certo il contenzioso deve essere l’ultima spiaggia, perché si rischia di allungare all’infinito i tempi oltre a doversi sobbarcare le spese legali. Comunque, toccherà ai soci delle cooperative decidere».
Gli artigiani. L’altra parte in causa è rappresentata dagli artigiani che vantano circa 700 mila euro di crediti nei confronti della Cle, un’impresa seria per la quale hanno lavorato in tutti questi anni e con la quale sperano di lavorare anche in futuro. Ma anche qui se si apre la via del contenzioso il rischio è che ci rimettano tutti.
«È positivo - commenta il presidente di Cna Claudio Corrarati - che sia stato aperto un tavolo per affrontare non soltanto la problematica contingente della Cle, ma anche le ricadute sul territorio sia per i soci delle coop che attendono un alloggio sia per le Pmi artigiane che vantano crediti nei confronti della cooperativa di costruzioni. La Cle è un patrimonio del mondo economico di fondovalle e crediamo che, attraverso un’azione coordinata dalla Provincia capace di mettere in rete l’azienda, le banche, i consorzi di garanzia e le piccole aziende creditrici, sia possibile salvaguardare l’intera filiera del sistema produttivo locale integrato, tutelando anche l’occupazione di un settore molto difficile come quello dell’edilizia».(a.m)
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