BOLZANO. Arrivano i pentiti del mega bonus previdenziale ai consiglieri regionali. «Dovevamo vigilare», ammettono ora i Verdi. L’operazione della liquidazione con record milionari è andata avanti per un anno nel silenzio di tutti i consiglieri regionali-provinciali, dall’approvazione della legge regionale nel settembre 2012, all’emanazione delle delibere applicative dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale, ai colloqui con le decine di interessati ai bonifici, arrivati poche settimane fa, intorno alla fine di dicembre. Non una voce, di maggioranza o opposizione, si è alzata per avvisare: la legge si tradurrà in bonus milionari. I Verdi, conosciuti per l’abilità nello studiare bilanci, leggi e contratti, si sentono nel mirino (silenzio per superficialità o interesse?), si cospargono il capo di cenere: «Come gruppo Verde abbiamo sempre combattuto, senza toni populisti, per l'abolizione dei privilegi e abbiamo visto come un passo avanti la legge del 2012, che ha abolito il vecchio mostruoso sistema dei vitalizi d’oro. Tuttavia, abbiamo fatto l’errore di non pretendere fin da subito il calcolo preciso e puntuale dei pagamenti anticipati, che una legge così impostata avrebbe alla fine comportato. Lo avremmo dovuto pretendere in nome della funzione di controllo che ci spetta e che, su questo punto, non abbiamo a sufficienza esercitato. Questo nostro errore ci addolora». La nota è firmata da Brigitte Foppa (neo consigliera, soggetta al regime contributivo), Riccardo Dello Sbarba (ha ricevuto 172 mila euro, tra liquido e quote del Fondo Family per ridurre il futuro vitalizio a 2800 euro) e Hans Heiss (bonus di 170 mila euro). Bacchettato sul web da Enzo Nicolodi, annuncia: «Io e Hans non toccheremo quei soldi, in attesa di una soluzione. Il consiglio regionale deve trovare alla svelta una soluzione di legge per far tornare il denaro alla collettività». Eva Klotz (Stf) svetta con il bonus da 1,145 milioni. In consiglio regionale ieri ha spiegato: «Per me era prioritario ridurre i vitalizi e per questo ho approvato in piena coscienza quel disegno di legge. Non conoscevamo gli importi, fino a quando non sono arrivati sui nostri conti correnti». Anche Eva Klotz, pur difendendo l’operato della ex presidente del consiglio regionale Rosa Thaler, ha chiesto di cercare «soluzioni più eque».
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