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BOLZANO. Convegno ieri nella sede dell’Ordine dei medici dedicato alla medicina territoriale ed al suo rapporto con quella ospedaliera. Due sostanzialmente gli elementi emersi nel corso dei lavori: in Alto Adige nei prossimi anni mancheranno più di duecento medici (una settantina fra quelli di base e circa 150 per quelli ospedalieri), ma soprattuto la progettata Medical School altoatesina ,oltre che dover fare i conti con i potentati universitari sia di verona che di Innsbruck , potrebbe arrivare con l’interessamento direttamente del patron di Red Bull che è pure fra i fondatori della Medical University Paracelsus di Salisburgo. I futuri medici altoatesini potrebbero insomma essere sfornati da una scuola di altissima qualificazione su mdello dell’americana Mayo Medical School .
L’ipotesi, che per ora è solo nelle segrete stanze dell’assessorato di Richard Theiner, avrebbe già potuto essere sottoposta ad un preliminare contatto in occasione della visita in Provincia - ufficialmente solo per il progetto altoatesino della televisione turistica su modello di quella salisburghese «Servus Tv» - del patron di Red Bull , il magnate austriaco Dietrich Mateschitz che è azionista di riferimento oltre che della società produttrice del più famoso marchio della bevanda gassata, della omonima scuderia di Formula 1 e della seguitissima Tv turistica di Salisburgo, anche della più prestigiosa scuola medica qual è appunto la Medical university Paracelsus.
L’arrivo di un privato, molto forte come Mateschitz, potrebbe sbloccare il progetto dei corsi locali di formazione dei futuri medici che fino a questo momento è rimasto in un cassetto per la sostanziale contrarietà delle potenti lobby legate alle due facoltà universitarie sia di Verona che di Innsbruck. Certo è che la decisione sulla Medical School locale è quanto mai urgente considerato che l’età media dei medici altoatesini è abbondantemente sopra i cinquant’anni con la conseguente necessità di un rapido turn-over nei prossimi anni.
È anche in conseguenza di questi fattori che ieri il presidente dell’Ordine dei medici Andreas von Lutterotti ha «sollecitato la politica a fare la sua parte per adeguare l’azione della medicina sul territorio in modo da razionalizzare il ricorso all’ospedalizzazione molte volte impropria, per migliorare ulteriormente i livelli qualitativi delle corsie ospedaliere da riservare agli acuti ed alla cure complesse»
Da qui il progetto della promozione sul territorio, accanto all’attività dei venti distretti, anche dei centri di medicina di gruppo che possano coprire anche l’intera giornata lavorando in rete con diverse specialità. «Poi - ha ricordato ancora Theiner - siamo in ritardo per la centrale unica di prenotazione e sulla rete informatica che dovrà essere lo straordinario strumento per l’assistenza del futuro. Senza parlare di tutte le iniziative dedicate alla prevenzione e alla formazione non solo del personale sanitario, medico e paramedico, ma anche dei cittadini/pazienti».
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