BOLZANO. Dal prossimo primo ottobre l'Azienda sanitaria cancellerà la presenza notturna dei medici del laboratorio di analisi trasformando il loro servizio di guardia notturna in semplice reperibilità. Con il risultato che tutte le analisi necessarie, ad esempio, per gli interventi chirurgici notturni d'urgenza non saranno più firmate da un medico - che evidentemente se ne assume la responsabilità e al tempo stesso ne certifica la piena validità al collega in sala operatoria – ma da un semplice, per quanto preparato e bravo, tecnico di laboratorio. Al medico responsabile verrà invece richiesto di controfirmare tutte le analisi effettuate nelle ore notturne al suo arrivo in laboratorio la mattina successiva.

E fra i medici ospedalieri è già rivolta perché «in questo modo, per risparmiare poche centinaia di migliaia di euro – sostiene Claudio Volanti dell'Anaao - non si garantisce né la qualità dell'operatività ai medici chiamati a lavorare sulla base di analisi non certificate da un collega, né la qualità dell'assistenza ai pazienti». «Un collega chirurgo – prosegue Volanti - in ogni caso dovrebbe operare un paziente in urgenza con esami non validati dal medico di laboratorio e poi se quegli esami risultassero sballati, in caso di condanna, di chi sarebbe la colpa?»

Per parte sua l'Azienda sanitaria si è incamminata su questa difficile strada di tagli alla spesa sulla base anche di un parere dell'Avvocatura dello Stato che tuttavia risulta assai sibillino: «Si ritiene – scrive infatti l'avvocato distrettuale Leonello Mariani – che l'istituzione del servizio di reperibilità notturna del personale laureato sia di fatto compatibile con i protocolli e con la prassi applicativa in uso nei laboratori facenti capo all'Azienda sanitaria di Bolzano. In diritto si ritiene, tuttavia, necessario che la prassi della validazione tecnica dei referti e della successiva ratifica da parte del personale laureato sia sottoposta ad un'attenta verifica di compatibilità con le mansioni e le responsabilità proprie ed esclusive delle varie figure professionali operanti all'interno dei laboratori aziendali».

Insomma un colpo al cerchio ed uno alla botte sul piano strettamente giuridico. Ma è sul piano della qualità del servizio ai pazienti e sulle garanzie e la qualità del lavoro dei medici in corsia, ed in sala operatoria, che si gioca la vera partita che è stata aperta dalla decisione del primario del laboratorio del San Maurizio, Markus Hermann, di avviare la sperimentazione della semplice reperibilità notturna per i medici del suo reparto.

E non è solo l'Anaao, il maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri, ad insorgere. Anche la Cgil e il Nursing Up, il sindacato degli infermieri e dei tecnici, avevano preso posizione nelle scorse settimane ed inviato una formale diffida all'Asl: «Restiamo in attesa del parere legale dell'Avvocatura – avevano scritto - ma nel frattempo riteniamo tale scelta del tutto illegittima ed illegale».

Le politiche di spending review dell'Asl – che per ora non sembra aver agito con il bisturi sulle vere sacche di spreco, a partire dalla perdurante operatività dei quattro comprensori sanitari - sembrano destinate insomma a provocare non poche tensioni negli ospedali.

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