BOLZANO. La Provincia si prepara a tagliare gli stipendi dei dirigenti pubblici e dei medici. Lo farà entro la fine dell'anno. Verrà così recepita la Finaziaria nazionale 2010: per risanare i conti è previsto - infatti - un taglio del 5% delle retribuzioni superiori a 90 mila euro lordi annui e del 10% di quelle che superano i 150 mila euro. Eros Magnago, capo della Ripartizione finanze della Provincia, spiega che Trento si è mossa prima e che forse anche Bolzano avrebbe dovuto fare lo stesso: «Bastava una semplice norma di legge e ci mettevamo a posto invece abbiamo recepito altre cose e adesso, per colpa del ritardo accumulato, i dirigenti provinciali ed i medici dipendenti dell'Azienda sanitaria si vedranno decurtare lo stipendio in una botta unica». Lei cosa ne pensa? «Critico il modo con il quale verrà applicata la legge che resta giusta e doverosa e che ha già visto tagliati gli stipendi di altri dipendenti pubblici come per esempio i magistrati della Corte dei conti». Secondo lei quando verrà effettuato il taglio? «Potrebbe capitare già sullo stipendio di ottobre, a novembre o a dicembre. Sicuramente entro la fine dell'anno». Chi sarà costretto a subire il salasso? «Dirigenti provinciali come per esempio capi Dipartimento, direttori e vicedirettori e qualche capo Ripartizione e moltissimi medici, soprattutto quelli che hanno più anzianità, e quasi tutti i primari». Difficile quantificare il taglio. Un dirigente che prende 140 mila euro di stipendio potrebbe vedersi decurtare la busta di 2.500 euro. Se invece il dirigente dovesse prendere 180 mila euro, il taglio potrebbe essere di 4.800 euro. Comunque sia una bella botta! «Credo che per i dirigenti pubblici il prelievo potrebbe oscillare tra i 2.000 ed i 3.000 euro mentre certi primari rischiano un taglio che potrebbe partire dai 7.000 ed arrivare anche a 9.000 euro. E così ed andrà avanti almeno per i prossimi cinque anni». La misura rientra nel piano di contenimento della spesa stabilito dal Governo che si è reso necessario come partecipazione allo sforzo di risanamento del Paese. Il taglio degli stipendi dei dirigenti che in Trentino è avvenuto già nei mesi scorsi ed è stato a scaglioni in Alto Adige avverrà, molto probabilmente, con un prelievo unico. Ai fini del prelievo dovrebbero rientrare nella retribuzione sia le voci relative ai compensi fondamentali che quelli accessori. Sembrerebbero esclusi invece i rimborsi spese, i risarcimenti danni, gli assegni per il nucleo familiare, le liquidazioni di ferie od ore di recupero non godute, il mancato preavviso o i compensi per specifiche prestazioni. Anche Umberto Tait, direttore del Comprensorio sanitario di Bolzano, sarà chiamato a fare la sua parte, visto che incassa uno stipendio lordo di circa 180 mila euro l'anno. Dottor Tait, cosa pensa del contributo di solidarietà? «Credo che le leggi dello Stato vadano rispettate». Il contributo pescherà anche nelle tasche dei medici? «Certo, di tutti i primari e di molti medici». Se Marco Cappello, direttore amministrativo dell'Asl, che percepisce uno stipendio lordo annuo comprensivo di tredicesima pari a 148 mila euro si prepara a versare circa 3 mila euro, Tait dovrebbe sborsarne circa 6 mila. E sulla questione interviene - con una nota - il sindacato Anaao: «I medici dipendenti non ci stanno a pagare il prezzo più alto in termini economici».