BOLZANO. La delibera di massima è passata, tutto sommato, in sordina ma martedì la giunta provinciale – alla luce della «grave carenza di personale appesantita dalla normativa sull’orario di lavoro» – ha autorizzato l’adeguamento della pianta organica dell’Azienda sanitaria. In totale si tratta di ben 180 posti a tempo pieno «per i vari profili professionali del ruolo sanitario». Medici, in particolare, ma anche infermieri. L’assessora provinciale Martha Stocker, soddisfatta per il risultato ottenuto, non ha voluto o potuto fornire, almeno ieri, l’elenco completo di questi profili. «Ora la palla passa all’Azienda sanitaria che dovrà formulare una proposta concreta sul fabbisogno complessivo (entro il 30 novembre 2017 ndr). Una bozza già c’è ma non mi sembra il caso di discuterne sui giornali». E la proposta dovrà essere supportata da «criteri e indicatori».

Si mira anche al decentramento delle prestazioni specialistiche dall’ospedale ai luoghi di residenza degli assistiti «anche per ridurre le liste d’attesa». In quest’ottica è prevista anche l’introduzione della figura dell’infermiere di famiglia. «Servirà in caso di malattie, alle neo mamme ma anche a far cambiare stili di vita sbagliati».

La strada maestra per le assunzioni, sottolinea l’assessora alla sanità, resta quella dei concorsi. «Alcuni sono già stati indetti e non scopro nulla dicendo che tra i reparti più in sofferenza, giusto per citarne alcuni, ci sono il pronto soccorso, ma anche pediatria, anestesia e ginecologia. Ma non sono in soli». Bisognerà sostituire anche i medici con i contratti d’opera, stipulati nel corso degli anni per far funzionare diversi servizi in periferia. Se i concorsi non dovessero consentire di coprire tutti i posti con contratti a tempo pieno bisognerà ricorrere, giocoforza, a contratti a termine di un anno, anche in deroga al patentino, se serve. «Le precettazioni? Per adesso sono state pochissime».

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