PHOTO
BOLZANO. La coperta è corta. I fondi scarseggiano e l’ospedale deve risparmiare. E così il direttore del Comprensorio di Bolzano - Umberto Tait - si vede costretto a correre ai ripari ed in una lettera appena spedita a tutti i primari del San Maurizio annuncia il blocco degli straordinari. Immediata la risposta del sindacato dei medici Anaao: «Siamo alle solite, la Riforma della sanità non arriva e Bolzano è la sola penalizzata. Il blocco degli straordinari si concretizzerà in un allungamento delle liste d’attesa e nell’evidente peggioramento della qualità del rapporto tra medico e paziente che ricadrà sulla prestazione stessa. E’ ovvio che se il tempo per dialogare e confrontarsi calerà alla fine a rimetterci sarà il paziente».
La lettera di Tait. E così - visto che i denari non abbondano - l’ospedale San Maurizio risparmia. Il direttore Umberto Tait scrive ai suoi primari: «Gentili direttrici, gentili direttori, come già in più occasioni anticipato... il direttore generale (Andreas Fabi) ha disposto l’abbattimento delle ore straordinarie per il 2014. In particolare la disposizione prevede di ridurre del 30% gli straordinari prodotti nel 2014 rispetto a quelli prodotti nel 2012. Dalla rilevazione delle ore prodotte nel corso dei primi sei mesi dell’anno abbiamo constatato come l’adempimento delle suddette misure sia realizzabile a condizione che si operi un importante contenimento degli straordinari nel corso del secondo semestre. Per fare questo vi ricordo che il saldo ore non deve aumentare rispetto a quel che già risulta al 30 giugno 2014. Eventuali ore straordinarie che si renderanno necessarie dovranno essere recuperate entro il 31 dicembre. Al fine di garantire l’adempimento dell’obbligo si ritiene utile favorire fin da subito il recupero delle ore privilegiandolo, eventualmente, rispetto al godimento di periodi di ferie già programmati».
Che tradotto in soldoni significa smaltire prima gli straordinari delle ferie non godute, perchè costano di più. I primari corrono ai ripari, chiedono ai loro medici di controllare mese per mese la situazione personale del monte ore. Faccenda delicata che va ovviamente a ricadere a cascata sui pazienti che vedranno aumentare le liste d’attesa e si troveranno per forza di cose ad aver a che fare con un medico sempre meno disponibile a meno che non presti la sua opera gratuitamente. Insomma faccia dell’assoluto volontariato.
La protesta dell’Anaao. Una faccenda che non piace per nulla all’Anaao: «Ci rimette sempre l’ospedale di Bolzano che soffoca. Tait corre ai ripari, lo capiamo, mentre negli ospedali della periferia nulla si muove». Già. Nulla si muove.
10 milioni per l’inflazione. Domenico Laratta, legale dell’Anaao, in una lettera appena inviata all’Asl chiede di adeguare gli stipendi - bloccati al 2010 - all’inflazione. Una botta che si preannuncia da 10 milioni di euro. «Non è possibile - spiegano al sindacato - che i soldi non ci siano mai sempre e solo per Bolzano. Attendiamo con ansia la Riforma della sanità che la Stocker ha fatto slittare al 25 settembre».
La Riforma non si vede. E la Riforma non si vede. «Appunto, dov’è la Riforma? Martedì - spiega l’Anaao - incontriamo la Stocker, siamo tutti molto curiosi di sapere cosa ci dirà. Ben difficilmente l’assessore riuscirà a vincere la resistenza della periferia e a sopprimere realmente i Comprensori, è più probabile che Mayr riesca al massimo a tagliare una ventina di primariati e 30 strutture semplici, risparmiando sempre e solo sul personale, cosa già iniziata con il taglio degli straordinari consentiti invece a tutto il personale amministrativo della Provincia ». Questo per la sanità altoatesina che costa ogni anno 1 miliardo e 300 milioni di euro è un periodo decisivo perchè i gruppi di lavoro il 25 settembre presenteranno la loro rivoluzione. L’assessore ha fatto sapere alla giunta che la sanità non taglierà affatto ma che anzi ... ha bisogno di 30 milioni più. I soldi che mancano al direttore generale dell’Asl, Andreas Fabi, per far quadrare i conti del bilancio 2014. Ricordiamo che l’Asl ha approvato un bilancio che evidenzia un buco di 30 milioni di euro. «Fortunatamente - aveva detto a suo tempo Fabi - grazie alla sopravvenuta possibilità di coprire in parte il risultato d´esercizio utilizzando il riporto degli utili, per un importo pari a 8.800.000 euro, alla fine il "sottofinanziamento" residuo è di 15 milioni. Questo significa però che a partire dal 2015, oltre ai 20 milioni circa di aumento dei costi fissi (inflazione, personale, costo dei medicinali, etc. etc.) ci troveremo a doverne recuperare altri 5 milioni l’anno. Per tre anni».


