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Bolzano. Immaginate che il vostro medico di famiglia vada in pensione. E immaginate anche di recarvi al distretto sanitario per scegliere quello che sarà il vostro nuovo medico e di scoprire che non ce n’è nemmeno uno disponibile. È la situazione in cui s’è trovato un lettore dell’Alto Adige, che ha subito scritto alla nostra redazione per segnalare la paradossale situazione venuta a crearsi da ieri, ultimo giorno di servizio del suo medico. Il lettore, con ampio anticipo, s’è mosso per trovare un nuovo dottore a cui affidarsi, ma la scoperta è stata amara. Amarissima. «Medici disponibili neanche l'ombra, nada de nada, nix. La risposta datemi al distretto – scrive il lettore – è che prima del mese di maggio non vi è nessun medico disponibile». Una scoperta che, ovviamente, ha lasciato sconcertato il paziente. «E così – prosegue il bolzanino – dal 1° aprile sarò costretto farmi l’auto diagnosi o recarmi da un medico in privato. È evidente che un mio diritto costituzionale non viene tutelato e garantito, mi viene sospeso. Ciò significa che il mio problema non è isolato e che molte persone sono nella mia stessa situazione».
A tranquillizzare il lettore, e tutti gli altri pazienti che si sono trovati nella sua stessa situazione, è Paolo Conci, primario del Servizio Medicina di Base sul territorio. «Il problema – spiega Conci – è ovviamente temporaneo perché nel giro di un mese entreranno in servizio quattro o cinque nuovi medici. Ma è chiaro che nessuno può restare senza assistenza medica e per questo, qualora si verifichino queste situazioni, l’accordo collettivo prevede che, se il numero di pazienti è superiore a 300, noi possiamo dare un incarico provvisorio a un professionista al quale, per le prossime settimane, i pazienti possono rivolgersi fino a quando la situazione sarà normalizzata e poi, con l’entrata in servizio dei nuovi medici, potranno fare la scelta più ritengono opportuna. Se il numero, però, è inferiore ai 300, e temo che si tratti di questo caso, noi possiamo dare un incarico provvisorio, ma dobbiamo assegnarli temporaneamente agli altri medici di base. Si tratta di un’iscrizione temporanea, però, perché i professionisti che li prendono in carico hanno già le liste al completo. Ripeto, si tratta di un periodo di un mese, regolato dall’accordo collettivo nazionale. Questo è l’iter che dovrà seguire il paziente che si è rivolto al vostro giornale e, fra un mese, quando avremo i nuovi medici con incarico definitivo, potrà scegliere tra loro».
Un disagio che durerà solo poche settimane, insomma. Ma una cosa è certa e Conci tiene a sottolinearla: nessuno può restare senza assistenza sanitaria.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
A tranquillizzare il lettore, e tutti gli altri pazienti che si sono trovati nella sua stessa situazione, è Paolo Conci, primario del Servizio Medicina di Base sul territorio. «Il problema – spiega Conci – è ovviamente temporaneo perché nel giro di un mese entreranno in servizio quattro o cinque nuovi medici. Ma è chiaro che nessuno può restare senza assistenza medica e per questo, qualora si verifichino queste situazioni, l’accordo collettivo prevede che, se il numero di pazienti è superiore a 300, noi possiamo dare un incarico provvisorio a un professionista al quale, per le prossime settimane, i pazienti possono rivolgersi fino a quando la situazione sarà normalizzata e poi, con l’entrata in servizio dei nuovi medici, potranno fare la scelta più ritengono opportuna. Se il numero, però, è inferiore ai 300, e temo che si tratti di questo caso, noi possiamo dare un incarico provvisorio, ma dobbiamo assegnarli temporaneamente agli altri medici di base. Si tratta di un’iscrizione temporanea, però, perché i professionisti che li prendono in carico hanno già le liste al completo. Ripeto, si tratta di un periodo di un mese, regolato dall’accordo collettivo nazionale. Questo è l’iter che dovrà seguire il paziente che si è rivolto al vostro giornale e, fra un mese, quando avremo i nuovi medici con incarico definitivo, potrà scegliere tra loro».
Un disagio che durerà solo poche settimane, insomma. Ma una cosa è certa e Conci tiene a sottolinearla: nessuno può restare senza assistenza sanitaria.
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